Case sequestrate a Sant’Agnello, sale la tensione. La difesa della ditta: «Lavori finiti»

Salvatore Dare,  

Case sequestrate a Sant’Agnello, sale la tensione. La difesa della ditta: «Lavori finiti»

Il verdetto è imminente. Nelle prossime ore, forse oggi, potrebbe arrivare la convalida o meno del sequestro preventivo del complesso di housing sociale di Sant’Agnello. I 53 assegnatari delle case realizzate dall’impresa Shs sperano che l’ufficio del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata possa revocare i sigilli e riconsegnare l’immobile all’azienda dell’ingegnere Antonio Elefante, indagato per violazioni urbanistiche assieme all’altro amministratore di Shs (titolare del permesso di costruire) Massimiliano Zurlo e ai due rappresentanti della società New Electra, ditta edile di Piano di Sorrento che ha realizzato l’opera. Il terrore per le famiglie è quello di subire una beffa: perché hanno pagato fior fior di quattrini – il costo medio degli alloggi varia da 250 a 400mila euro circa – e hanno già versato oltre il 50 per cento delle somme tra caparre e anticipi. In un documento diffuso nel fine settimana, i futuri proprietari delle abitazioni sono usciti allo scoperto dichiarandosi praticamente sconcertati dalla decisione della Procura di Torre Annunziata. E temono per il loro futuro visto che, nel comunicato stampa, dichiarano di non sapere dove andare a vivere visto che in tanti, alla luce della consegna delle case (che doveva avvenire sabato scorso), hanno disdettato i contratti di fitto degli appartamenti nei quali risiedevano fino a qualche giorno fa. Non solo. C’è stato anche un incontro tra Elefante e gli assegnatari: nel corso del faccia a faccia, l’ingegnere ha rassicurato gli inquilini dicendosi fiducioso per l’evolversi dell’indagine. «Non vi è stata alcuna deroga al Put» il ritornello dell’imprenditore che, così come già avvenuto a caldo dopo il sequestro eseguito dalla polizia giudiziaria di Torre Annunziata, contesta le ipotesi sostenute dai sostituti procuratori titolari dell’inchiesta, Andreana Ambrosino e Rosa Annunziata. Sia chiaro: sotto la luce dei riflettori finisce anche la delibera approvata dalla giunta del sindaco Piergiorgio Sagristani con cui venne espresso voto favorevole al Piano urbanistico attuativo (Pua) alla base del permesso di costruire che il Comune di Sant’Agnello ha rilasciato a Shs. C’è stupore anche per i tempi con cui è avvenuto il sequestro. Secondo la Procura, la consegna delle case rappresentava un “periculum in mora”. Anche se Shs ha fatto sapere di aver comunicato al Comune la fine dei lavori già a inizio febbraio. Le case, di ultimissima generazione, sono state comperate da professionisti, operai, marittimi, ed anche esponenti delle forze dell’ordine in servizio in penisola sorrentina, così come precisato dall’iniziale bando pubblico. Ma non va dimenticato che le indagini sull’intero affare ci sono da anni. Già mesi fa i carabinieri di Sorrento acquisirono l’intera documentazione sull’housing sociale. Ci furono esposti degli ambientalisti e numerose segnalazioni circa possibili illegittimità nelle procedure. La Procura, insomma, già in precedenza aveva avviato controlli sul progetto. E non ci fu alcun tipo di sviluppo o avviso di garanzia. Né ci sono state nel caso consulenze di parte che hanno individuato problemi urbanistici. Insomma: la svolta evidentemente è giunta solo ora, grazie a un ultimo esposto di Wwf Terre del Tirreno e Italia Nostra, su cui la Procura ha indagato delegando il proprio nucleo di polizia giudiziaria.