Salvatore Dare

Case sequestrate a Sant’Agnello, acquisiti nuovi atti in Comune

Salvatore Dare,  

Case sequestrate a Sant’Agnello, acquisiti nuovi atti in Comune

Nulla da fare. Il complesso di housing sociale di Sant’Agnello resta ancora sotto sequestro. Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata Antonio Fiorentino ha convalidato il decreto spiccato una settimana fa dalla Procura di Torre Annunziata. E’ l’ennesima tegola che si abbatte sui 53 assegnatari delle abitazioni realizzate in via monsignor Bonaventura Gargiulo. Una settimana fa ci sarebbe dovuta essere la consegna degli appartamenti, ma la tempesta giudiziaria ha travolto tutto e fermato la cerimonia già organizzata dal Comune di Sant’Agnello e dall’impresa Shs, che aveva progettato l’edificio ritenuto illegittimo dalla Procura. L’inchiesta continua a tambur battente e non è affatto escluso che il numero degli indagati possa salire. Per ora l’iscrizione riguarda solo i due amministratori di Shs, l’ingegnere Antonio Elefante e il commercialista Massimiliano Zurlo, e i due amministratori di New Electra, Danilo Esposito e Francesco Gargiulo, che guidano l’impresa edile di Piano di Sorrento che materialmente ha costruito gli alloggi. Eppure, i sostituti procuratori titolari del caso, Andreana Ambrosino e Rosa Annunziata, muovono pesanti dubbi sulla regolarità di numerosi atti. Tipo il permesso di costruire rilasciato dall’ufficio tecnico comunale, il parere favorevole della Soprintendenza e anche il cosiddetto Pua, il piano urbanistico attuativo approvato dalla giunta del sindaco Piergiorgio Sagristani nel 2015 e che rappresenta uno dei documenti cruciali che hanno portato Shs e New Electra a costruire le abitazioni. Non solo. Il nucleo di polizia giudiziaria di Torre Annunziata, su input della Procura, nei giorni scorsi ha recuperato ulteriori documenti ritenuti fondamentali per il prosieguo delle indagini. Ovvero: il Piano regolatore generale, il Peep (piano di edilizia pubblica) varato negli anni Novanta e due delibere del 2010 e del 2012 varate dall’ex esecutivo dell’allora sindaco Gian Michele Orlando a proposito della possibilità di realizzare a Sant’Agnello nuovi alloggi. Si vedrà.

La pronuncia del gip, che condivide l’impianto accusatorio allestito dalla Procura, sarà comunque oggetto di ricorso. Shs e New Electra stanno consultando i propri legali e a inizio della prossima settimana verrà presentata istanza di dissequestro al Tribunale del Riesame di Napoli. I giudici della libertà a quel punto si pronunceranno a loro volta sulla convalida: qualsiasi esito ci sarà circa il sequestro (che potrebbe essere revocato o annullato), l’inchiesta proseguirà a tambur battente in modo indipendente ed è destinata a coinvolgere ulteriori posizioni. Sinora vengono contestate semplici violazioni urbanistiche, ma evidentemente se – come si legge nel decreto di sequestro preventivo – si parla di illegittimità degli atti, è palese che le ipotesi di reato possano diventare addirittura più gravi. La notizia della convalida del sequestro è stata accolta con amarezza da parte innanzitutto dei 53 assegnatari degli appartamenti che si sono già impegnati per l’acquisto degli alloggi. Il costo in media di un appartamento dell’housing sociale si attesta tra 250 e 400mila euro e, scorrendo i criteri della convenzione stipulata tra Shs e Comune di Sant’Agnello, è evidente che le famiglie hanno già sborsato almeno la metà del prezzo pattuito. L’incubo è evidentemente attuale perché gli acquirenti erano pronti a fare ingresso nelle loro abitazioni avendo già disdetto fitti con i precedenti locatari.