Roghi e stalking per gelosia, a Boscoreale coinvolto anche un minore

Pasquale Malvone,  

Roghi e stalking per gelosia, a Boscoreale coinvolto anche un minore

La vicenda degli stalker boschesi è tutt’altro che chiusa. Nei raid punitivi perpetrati per anni nei confronti della vittima e dei suoi familiari, c’è il coinvolgimento di altri due soggetti, tra cui un minorenne. E’ quanto emerge dalle indagini condotte dai carabinieri di Boscoreale, agli ordini del maresciallo Massimo Serra, che ieri mattina hanno tratto in arresto l’ex compagna della vittima Silvia Jovanovic – la mente e il capo della “squadra” criminale -, sua cognata Annarita Varone, 39 anni, Angelo Muscerino, 32 anni, e Paola Buondestino, 39 anni. Ieri mattina tutti e quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia. Il legale, Salvatore Calamita, ha avviato l’istanza al Riesame per rivedere la misura cautelare. Oltre ad avergli incendiato cinque macchine, la gang ha anche aggredito e ferito la sua nuova compagna, che nel frattempo aveva dato alla luce una bambina. Già, perché la vittima aveva trovato finalmente un po’ di serenità. Un nuovo amore, un amore vero da cui ripartire. La don- na era stata aggredita nel cortile della sua abitazione nel corso di un tentativo di rapina a mano armata ad opera di due individui, che l’avevano ferita alla testa con il calcio della pistola. La rapina era solo una messa in scena per intimorire lei e il suo compagno. In base a quanto accertato dagli investigatori, gli esecutori materiali sarebbero altri due soggetti, uno dei quali all’e- poca dei fatti era minorenne. L’odio nutrito dalla Jovanovic nei confronti del suo ex era un virus che aveva infettato amici e parenti, pronti a tut- to pur di assecondare il suo desiderio di vendetta. Una donna spietata e pericolosa che si sarebbe fermata solo quando lo avrebbe annientato del tutto. La loro relazione era durata poco, quel tanto però da mettere al mondo una bambina. Lui era un ragazzino di quattordici anni più piccolo, rimasto ammaliato da una donna esperta e tenace. Un errore di gioventù che però lo ha segnato per gli anni a venire. L’escalation di rabbia e violenza scatta proprio quando il giovane, oggi 30enne, decide di voltare pagina con un’altra donna, dalla cui relazione nasce un’altra bambina. La Jovanovic teme di perdere ogni beneficio e di dire addio alla parte del patrimonio immobiliare o benefici economici dalla famiglia dell’ex. Da quel momento in poi inizia il calvario, per lui e la sua famiglia. Silvia Jovanovic, infatti, è pronta a tutto pur di fargliela pagare e mette in atto la strategia del terrore che colpisce anche le persone a cui tiene di più: la madre e la nuova fidanzata. Nel giro di tre mesi vengono date alle fiamme cinque autovetture. In un altro episodio, una bottiglia incendiaria viene scagliata contro l’abitazione della nuova compagna, residente a Terzigno. Uil commando punitivo non si ferma più. L’ex non reagisce e, soprattutto, non si piega alle minacce. La Jovanovic e i tre sodali nascondono nel cortile di casa della vittima diverse dosi di cocaina e un ordigno esplosivo molto potente. Attraverso una telefonata anonima ai carabinieri di Pompei, lo incolpano ingiustamente e lo fanno arrestare in flagranza di reato. I militari non ci cascano e lo rilasciano il giorno seguente.