Super Comune Capri-Anacapri: spunta l’idea del referendum

Marco Milano,  

Super Comune Capri-Anacapri: spunta l’idea del referendum

Referendum per il super-comune dell’isola di Capri? L’ipotesi che si possano unire le forze tra i due comuni di Capri e Anacapri dando vita ad un municipio unico e raddoppiando il numero di abitanti ma soprattutto mettendo insieme forza e importanza per obiettivi comuni potrebbe divenire realtà. A lanciare l’idea già da qualche tempo era stato Costantino Federico, già sindaco di Capri, che proprio nei giorni scorsi l’ha di nuovo rilanciata e in tanti sono quelli tra addetti ai lavori e operatori del settore che hanno accolto favorevolmente un progetto del genere. Un super-comune potrebbe rispondere meglio alle esigenze del territorio in fatto di sanità, trasporti, ma anche sulla tematica attuale più che mai dell’istituzione dell’area marina protetta dell’isola di Capri. E ancora il servizio di raccolta e trasporto rifiuti, la nuova funicolare Capri-Anacapri, il contributo di sbarco, tutti temi che il comune unico dell’isola azzurra potrebbe affrontare in maniera diversa e con una gestione amministrativa in questo senso più forte. Va da sé che un nuovo comune aprirebbe scenari politici inediti, con la possibilità che attuali esponenti di spicco di Anacapri possano riscuotere consenso anche a Capri e viceversa. Per i favorevoli al progetto il comune unico sarebbe un passo nel futuro ed una scelta strategica importante per tutto il territorio, ma i “bastian contrari” non mancano e sottolineano come storia e passato siano testimoni di divisioni insuperabili tra capresi e anacapresi, tra “capritani” e “ciammurri”, rivalità che alla pari di altre piccole realtà limitrofe continuerebbero ad esistere. E mentre sembra che incontri informali tra rappresentanti di Capri e Anacapri si stiano tenendo in questi giorni, anche se lontano dai riflettori e dalle luci della ribalta, un’altra ipotesi sul tavolo potrebbe essere anche quella del “consorzio delle isole del golfo”. Capri, Ischia e Procida unite su più fronti, in testa i disagi della cosiddetta insularità come le criticità per la ricerca di personale del pubblico impiego dagli ospedali alle scuole agli uffici, ma anche quello dei collegamenti marittimi e le difficoltà di tenersi “legati” alla terraferma che in questi giorni di maltempo si è affacciata ancora una volta nella quotidianità dei cittadini isolani delle perle che contornano le acque di Napoli e dintorni.