Da Pelè alla Turris. L’amore di Amarildo «Ricordi indelebili»

Bruno Galvan,  

Da Pelè alla Turris. L’amore di Amarildo «Ricordi indelebili»

Ha sconfitto un carcinoma alla laringe ed ora convive con l’Alzheimer, ma Amarildo Tavares da Silveira riesce, nonostante tutto, ad emozionarsi ancora quando sente parlare di calcio. Combatte da vero uomo, in silenzio e con l’aiuto di tutta la famiglia. “Siamo qui, non ci sono problemi: la Turris è parte di noi”, a rispondere alla nostra richiesta è il figlio Rildo. Parla un italiano perfetto ed ha una voglia matta di parlare dei ricordi che gli ha raccontato suo padre nel corso di questi anni tra una chemioterapia ed i primi segnali di perdita della memoria: “Tutti noi siamo legati ancora a quella città, un po’ è come se non fossimo mai andati via. Abbiamo mantenuto tutti i rapporti con gli ex calciatori e dirigenti. Papà ha sempre avuto parole bellissime per i torresi”.

Come nacque l’idea Turris?

“Nella stagione ‘87-88, mio padre salvó la Rondinella Firenze che disputava il campionato di serie C2 perdendo solo due partite dal momento in cui prese la squadra. Valorizzò il grande Romei e fece esordire Aglietti e Mareggini. A mio padre piacevano però le sfide, quando ebbe la chiamata della Turris non ci pensó due volte e raggiunse la squadra che era giá in ritiro a Boiano. Furono due anni indimenticabili per la nostra famiglia”.

Il rapporto con il presidente Vecchietti.

“Vecchietti e mio padre erano amici, parlavano molto anche quando le cose non andavano bene. C’era un rapporto che andava oltre il campo. Non a caso ancora oggi, ci sentiamo con alcuni parenti del compianto presidente. Lui era anche tifoso della squadra, rimarrà sempre nei nostri cuori”.

Vivarini, Fida, Gautieri: tre talenti lanciati a Torre da tuo padre .

“Sono stati 3 giocatori simbolo della Turris! Vivarini era un ex del Celano, fu segnalato dal grande Franco Fabiano. Fida era un ex Bologna, un calciatore di categoria superiore. Era incredibile la facilità con cui calciava, indimentabile fu il gol della vittoria su punizione a Lamezia Terme. Gautieri veniva dalla primavera dell’Empoli, la carriera che ha fatto é la prova che anche lui era di un’altra categoria. A questi, aggiungerei anche Zanuttig con il quale ho giocato a Pistoia nel ‘95-96”.

Il vice di papà era un certo Franco Fabiano.

“Franco é una persona eccezionale oltre che un grande allenatore. Conosce il calcio dentro e fuori dal campo, é una persona serissima che ha un’esperienza che in pochi hanno. E’ figlio del sacrificio e della gavetta, ha sempre fatto bene ovunque sia stato. Io e mio padre gli vogliamo tanto bene”

In voi c’è ancora il ricordo di Strino.

“Enzo era un leader, in campo era come un secondo allenatore. Aveva sempre la parola giusta al momento giusto per tutti. É una figura che mio padre ricorda in maniera particolare anche perché si é sempre dimostrato leale sincero: un amico dentro e fuori dal campo oltre che un punto di riferimento. Per mio padre, è stato un onore averlo con lui. Mandiamo tutto il nostro affetto a sua figlia Tania”

Il tuo legame con la città?

“Ho Torre del Greco nel mio cuore da sempre! Pensa che ancora oggi mi sento con gli ex compagni di scuola della Ginestra e Colamarino. Questa é la prova che, nonostante il tempo e la distanza, i ricordi le emozioni e ció che le persone mi hanno lasciato nel cuore é superiore a tutto. Quando mio padre si é ammalato di tumore, molti sportivi ed amici di Torre del Greco si sono uniti attorno ai miei genitori per questo momento difficile. Questa é stata un’altra prova di grande umanità e solidarietà che i torresi hanno dimostrato di avere nei confronti di mio padre. Seguiamo sempre la Turris, non vediamo l’ora possa andare in C: lo merita la gente e soprattutto Franco”.