Il fatale marzo di Lucio Dalla, il poeta che amava Napoli e la canzone “narrata”

Il fatale marzo di Lucio Dalla, il poeta che amava Napoli e la canzone “narrata”

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Lucio Dalla e il mese di marzo, un legame fatale che ha caratterizzato vita, morte e miracoli (artistici) del  cantautore bolognese. Il prossimo 4 del mese avrebbe compiuto 77 anni, a otto dalla sua prematura scomparsa avvenuta il giorno 8 del 2012.

Tributo annullato. In una Bologna travolta dall’emergenza coronavirus  il concerto tributo previsto al teatro Manzoni è stato però rinviato. Il programma prevedeva una serie di iniziative dal 4 all’8 marzo. “Si muove la città” – questo il titolo scelto per la manifestazione – prende il nome da un verso de ‘La sera dei miracoli’ tratto da ‘Dalla’, il disco del 1980 (con il famoso baschetto in copertina).

Dalla e Napoli. Dalla – inserito tra i dieci più grandi cantautori di sempre – fu tra i primi a sperimentare la canzone “narrata”. Amava Napoli, i suoni del suo popolo, il dialetto, la vivacità del vissuto quotidiano. Cittadino onorario di Castellammare e Sorrento, negli ultimi anni della sua vita ha soggiornato spesso in costiera, base creativa dei suoi progetti live.

Le canzoni. I suoi testi sono schegge di letteratura contemporanea che hanno segnato la scrittura musicale degli anni ’70: Cara, Quale allegria, Il cucciolo Alfredo, Il parco della luna, Mambo sono solo alcuni dei brani più celebri della sua ricca produzione artistica. Clarinettista, pianista, cantante virtuoso e finissimo intellettuale, Lucio Dalla è ancora oggi popolare in tutto il mondo grazie a capolavori come “Caruso” e centinaia di altri brani che la musica italiana non smette di tributargli.

La morte. L’8 marzo del 2012 il clamoroso annuncio della sua morte, avvenuta in una camera d’albergo a Montreux, in Svizzera, per un infarto. Era nel mezzo di un tour europeo di successo e niente lasciava presagire la fine. I funerali si svolsero proprio il “4 marzo” (una delle sue canzoni più famose), il giorno in cui avrebbe compiuto 69 anni. La sua vita privata è rimasta sempre avvolta da un velo di riservatezza. Ha lasciato solo trapelare, attraverso gli amici, la sua solida fede, rivelando persino di aver sognato un incontro con il suo angelo custode e con San Francesco.Come scrisse Claudio Fabretti in una biografia “con Dalla sacro e profano vanno a braccetto fino all’ultimo, proprio come i ladri, le puttane e Gesù Bambino”. (rocco traisci)