Sarmiento e Calabrese Galeotto fu il taekwondo

Gianluigi Noviello,  

Sarmiento e Calabrese Galeotto fu il taekwondo

Galeotto fu il taekwondo: devono infatti all’antica arte marziale orientale la loro unione Mauro Sarmiento e Veronica Calabrese, marito e moglie dal 15 settembre del 2017 e genitori della piccola Sofia, che il prossimo 23 dicembre compirà 8 anni. L’argento e bronzo olimpico nelle edizioni di Pechino 2008 e Londra 2012 e l’atleta di Mesagne ma nata a Werdohl in Germania, sono da anni una delle coppie più solide e conosciute dello sport italiano. “Ci siamo conosciuti a Roma nel corso di un raduno collegiale della nazionale in vista delle Olimpiadi di Pechino – spiega Mauro Sarmiento – ci siamo fidanzati nel 2005 e da lì in poi non ci siamo mai più lasciati”. Eppure a compiere il primo passo fu Veronica: “Mi sono innamorata all’improvviso di Mauro ed ancora oggi lo siamo come fosse il primo giorno – rivela l’atleta pugliese – essendo molto complici e rispettosi”.

Un amore suggellato con il matrimonio celebrato nel 2017 e con il taekwondo come unico comune denominatore: “La nostra disciplina ha inciso molto nella nostra vita di tutti i giorni – aggiunge l’argento e bronzo olimpico di Casoria – anche perché con Veronica non condivido soltanto lo sport ma anche il lavoro quotidiano”. I due ex atleti dell’Esercito infatti sono colleghi istruttori alla Scuola Cavalleria di Lecce: “Il Taekwondo è stata una scuola di vita che ci ha aperto la mente a trecentosessanta gradi – prosegue la Calabrese – quello che abbiamo vissuto in palestra e sul tatami lo ritroviamo ogni giorno nel nostro percorso di vita e ci ha aiutati a diventare adulti fortificandoci caratterialmente”.

E di strada insieme ne hanno percorsa anche dal punto di vista agonistico, partecipando insieme ai Giochi Olimpici di Pechino nel 2008, edizione storica per il taekwondo italiano grazie alla medaglia d’argento conquistata da Mauro – prima medaglia in assoluto conquistata dall’Italia in una rassegna olimpica nell’antica disciplina di matrice sudcoreana – sconfitto soltanto in finale dall’iraniano Hadi Saei, mentre il cammino di Veronica si interruppe ad un soffio dal podio, con un quarto posto ed un podio sfumato soltanto al golden point che ad oggi grida ancora vendetta, considerando poi l’argento iridato, il bronzo europeo e l’oro ai Mondiali militari conquistati nei tre anni successivi. Nel 2011 poi lo stop alle gare della Calabrese, divenuta nel frattempo Caporale dell’Esercito, mentre Sarmiento ha proseguito la sua carriera aggiungendo anche un bronzo olimpico a Londra 2012, risultando a tutt’oggi l’italiano con più medaglie olimpiche nel taekwondo.

Ma la medaglia più bella è cinque mesi dopo con la nascita della piccola Sofia: “Nostra figlia è una bambina molto vivace e felice della vita e siamo molto felici di come stia crescendo – conclude Veronica Calabrese – per quanto riguarda l’attività sportiva al momento la lasciamo libera di divertirsi e di godersi a pieno la sua infanzia anche perché non vorremmo obbligarla a farle fare il nostro sport per evitare continui paragoni con noi”. Sull’argomento però Mauro si dimostra più sognatore rispetto alla moglie: “Secondo me qualcosina lo ha già nel suo Dna – scherza Sarmiento – infatti a casa quando prova qualche volta a fare degli esercizi ed a tirare qualche calcio noto una sua predisposizione naturale per il taekwondo. Magari sarà lei tra qualche anno – conclude il campione plurimedagliato di Casoria – a riuscire a portare a casa quella medaglia d’oro olimpica che è l’unica che manca alla nostra collezione personale in famiglia”.