La camorra dei rifiuti a Torre del Greco: minacciati i netturbini

Alberto Dortucci,  

La camorra dei rifiuti a Torre del Greco: minacciati i netturbini

Torre del Greco. Sale la tensione sul fronte-rifiuti a Torre del Greco. A un anno esatto dall’arresto di cinque ex netturbini-precari del progetto regionale «Garanzia Giovani» e a una settimana dall’assunzione dei 22 operatori ecologici chiamati a «rinforzare» il cantiere Nu gestito dalla ditta Buttol, nuove ombre si allungano sull’appalto dei veleni promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba. Intanto, il servizio «porta a porta» allargato al 50% del territorio stenta a decollare e in città la situazione igienico-sanitaria resta critica.

Le minacce ai lavoratori

Al termine di una settimana «calda» sotto il profilo ambientale – diversi i sit-it di protesta organizzati sotto palazzo Baronale da un gruppetto di donne pronto a invocare «chiarezza» sulle selezioni effettuati dal colosso ambientale con sede legale a Sarno – alcuni spazzini della ditta Buttol sarebbero stati avvicinati durante il turno di lavoro e «invitati» in malo modo a lasciare la zona di competenza. «Dovete andare via: dovete restare a casa vostra», l’avvertimento capace di convincere i lavoratori a «levare le tende» per evitare spiacevoli inconvenienti. L’episodio – avvenuto all’interno delle «piazzette» del centro storico – già è stato segnalato alle forze dell’ordine, chiamate ora a fare luce sulla vicenda.

I malumori della politica

Non bastassero i «soliti» disagi legati ai posti di lavoro, a fare alzare il livello di attenzione in municipio sono i primi risultati del sistema «porta a porta». Lo sbarco della rivoluzione Nu promossa dal sindaco Giovanni Palomba in ulteriori 4 zone della città non ha portato i benefici attesi dall’amministrazione comunale. Anzi. Le mini-discariche – classificate dalla ditta Buttol come punti di abbandono dei rifiuti – sono in aumento sia in centro sia in periferia. Con inevitabili conseguenze sotto il profilo igienico-sanitario. Non a caso, la questione è stato oggetto di nuove discussioni a palazzo Baronale, dove vari alleati hanno chiesto al primo cittadino una decisa «inversione di rotta» per scongiurare una nuova crisi. Ovvero, un netto giro di vite sia nei confronti dei cittadini incivili sia nei confronti della ditta affidataria del servizio di igiene urbana. Senza dimenticare la possibilità di provvedere a una «staffetta» tra i dirigenti del Comune, con il trasferimento dell’attuale delegata all’ambiente Claudia Sacco – ex assessore ai tempi di Gennaro Malinconico – e la nomina di un nuovo responsabile del settore rifiuti.

©riproduzione riservata