Torre Annunziata. Orrico scaricato dai consiglieri: «Crede di essere il re del Comune»

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata. Orrico scaricato dai consiglieri: «Crede di essere il re del Comune»

«Siamo stanchi, non possiamo più far finta di nulla». Tuonano così i consiglieri comunali di maggioranza Antonio Pallonetto e Gerardo Salvi. È l’ennesima frattura che si consuma in maggioranza questa volta con l’esecutivo. I due consiglieri non ci stanno ai comportamenti del loro assessore di riferimento, Bruno Orrico e dopo l’ennesima scivolata hanno deciso di chiedere un cambio in giunta. Una richiesta pere ora ufficiosa e non ufficiale ma che di certo mina l’equilibrio della maggioranza. Pomo della discordia, questa volta,  la presenza di Orrico al convegno del Partito Democratico che si è tenuto sabato mattina sulla valorizzazione delle risorse e sul commercio. L’incontro organizzato dal segretario cittadino del Pd Francesco Savarese – leader non riconosciuto attualmente dal sindaco e dai suoi consiglieri, fatta eccezione per Germaine Popolo – aveva visto la partecipazione anche di Orrico che aveva anche preso la parola e nel suo intervento si era anche complimentato  per «l’interessante ed importante iniziativa». Uno schiaffo non solo ai suoi due consiglieri comunali, Salvi e Pallonetto che non sapevano nulla ma anche allo stesso sindaco minando così il rapporto di fiducia creato. Insomma quanto basta per far scattare la polemica e soprattutto mandare su tutte le furie i due che hanno così deciso di andare dal sindaco Vincenzo Ascione e chiedere la revoca dell’assessore Orrico. «Orrico continua con il suo atteggiamento unilaterale e senza coinvolgimento dei consiglieri di riferimento – spiegano con rabbia – La nostra delusione è derivata dal comportamento dell’assessore che invece di ascoltare i tanti amici e amiche che continuamente vorrebbero confrontarsi con le realtà che questa città ha bisogno, continua a muoversi come se il suo ruolo fosse quello dell’unico referente del Comune».  Agisce da solo, non si confronta, decide autonomamente e non ha alcun dialogo con il partito e con i due consiglieri che lo hanno nominato come rappresentante di fiducia all’interno della giunta.  Puntano il dito contro Bruno Orrico e presentano anche una lunga lista di atteggiamenti che avrebbero fatto indispettire i consiglieri e sindaco così tanto da chiedere un incontro. Non si sbilanciano sull’ufficialità della richiesta di una revoca ma di certo non la smentiscono nemmeno «chiederemo quanto prima un incontro con l’assessore per definire la situazione che si è creata e successivamente informeremo il Sindaco delle scelte emerse». Una scelta ci sarà quindi e di certo non potrà essere la riconferma di Orrico visto che i suoi atteggiamenti sono ormai da mesi finiti nel mirino. Insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Peraltro Orrico è finito nel mirino anche perché si sarebbe presentato in diversi uffici regionali scavalcando il sindaco e il vicesindaco. Uno degli ultimi episodi verificatosi proprio negli ultimi giorni: Orrico e la consigliera Longobardi – fedelissima del sindaco – si sarebbero presentai in un ufficio regionale ma senza aver avvertito il primo cittadino che, coincidenza vuole, dopo qualche ora si è ritrovato nello stesso posto con il vicesindaco Luigi Ammendola e il dirigente dell’Utc Nunzio Ariano. Apriti cielo. Imbarazzo e poi scontro verbale appena rientrati a palazzo comunale.  Ora la presenza di Orrico al convegno Pd rappresenta solo l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso, solo perchè ha osato disobbedire. L’incontro si svolgerà nelle prossime ore e Orrico è pronto ad uscire dall’esecutivo dopo pochissimi mesi di governo, forse uno dei mandati più brevi delle ultime giunte.

@riproduzione riservata