Il giallo incompatibilità del sindaco di Sorrento: la prefettura se ne lava le mani

Salvatore Dare,  

Il giallo incompatibilità del sindaco di Sorrento: la prefettura se ne lava le mani

La telenovela amministrativa sulla presunta incompatibilità del sindaco Giuseppe Cuomo per l’autonomina nel cda della Fondazione Sorrento si risolve con un nulla di fatto. La Prefettura di Napoli, in sette pagine di parere, non va a dirimere definitivamente i dubbi e rimanda le decisioni finali al Comune di Sorrento. Ma ormai le elezioni sono alle porte perché la consiliatura è agli sgoccioli, Cuomo a breve rassegnerà le dimissioni per candidarsi alle Regionali indossando la casacca della Lega e la querelle rientrerà definitivamente.​ Sia chiaro: secondo il consigliere comunale del Pd, l’avvocato Ivan Gargiulo, colui che ha chiesto a voce alta l’intervento del ministero dell’Interno, l’incompatibilità persiste e il sindaco dovrebbe lasciare istantaneamente la fascia tricolore. E’ stato proprio l’ex segretario cittadino del Partito democratico a rispolverare il caso già sollevato anni fa dal compianto esponente dem Alessandro Schisano. E va alla carica: «Cuomo deve rassegnare le dimissioni, non può far parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Sorrento. Lo sostenevo da tempo – dice Gargiulo – E’ incompatibile. Se è persona seria dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni da primo cittadino o da consigliere di amministrazione». Il consigliere del Pd fa notare che «il dipartimento che ha reso il parere è lo stesso» che si è pronunciato mesi fa a proposito della vicenda di Marco Fiorentino, l’ex sindaco dichiarato decaduto per incompatibilità legate al debito maturato col Comune per la cifra di 108mila euro. «Allora – rincara la dose il consigliere comunale di minoranza del Pd – se ne riconobbe l’autorevolezza e si agì di conseguenza, oggi mi attendo che accada la stessa cosa».​ Su cosa verte la contestazione del Pd? Cuomo, ancora una volta, alcuni mesi fa si è autonominato nel consiglio di amministrazione della Fondazione Sorrento, l’organismo presieduto dall’armatore Gianluigi Aponte e che in parte è finanziato con capitali pubblici del Comune. Per il Pd, Cuomo non può ricoprire contemporaneamente il ruolo di componente del cda e di primo cittadino. Ci sono diverse disposizioni normative che, ad avviso di Gargiulo, sposano questa linea. La Prefettura, nel parere, entrando nel merito della posizione di Cuomo, cita il comma uno dell’articolo 63 del Testo unico degli enti locali. Ovvero: richiama la norma che prevede l’incompatibilità con la carica di sindaco per colui che risulta essere «amministratore o dipendente con poteri di rappresentanza o coordinamento di ente, istituto e azienda soggetti a vigilanza in cui vi sia almeno il 20 per cento di partecipazione, rispettivamente da parte del Comune o che dagli egli stesso riceva, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa, quando la parte facoltativa superi nell’anno il 10 per cento del totale delle entrate dell’ente». Ma è qui che subito dopo, nello stesso parere, la Prefettura scrive che «la verifica circa la sussistenza del rapporto di vigilanza – necessaria ai fini di una eventuale causa di incompatibilità in capo al sindaco di Sorrento – dovrà essere effettuata da parte dell’ente interessato, alla luce delle delineate coordinate normative e giurisprudenziali, alla stregua di una valutazione della fattispecie concreta che tenga conto dei rapporti intercorrenti tra il Comune e la Fondazione e delle attività svolte da quest’ultima, anche sulla scorta delle predisposizioni dello Statuto e del protocollo di intesa».​ Peccato che il tempo sia scaduto e che l’ultima parola spetterebbe a un’amministrazione comunale pronta a terminare il mandato tra qualche settimana.