Il valzer delle deleghe a Scafati, il sindaco “premia” i consiglieri

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Il valzer delle deleghe a Scafati, il sindaco “premia” i consiglieri

E’ oramai valzer delle deleghe a Palazzo Mayer. Come una partita di carte, Cristoforo Salvati mischia il mazzo e ridistribuisce nuovamente le deleghe ai suoi consiglieri. Alcune sono state addirittura revocate ad assessori, pur di accontentare i consiglieri che le chiedevano. Ad esempio, la delega alla pubblica illuminazione sembra essere come il latte, a scadenza. In un primo momento il primo cittadino volle affidarla ad Arcangelo Sicignano, scorporandola di fatto dalla manutenzione. Del resto, il neo consigliere di Salvati Sindaco, ingegnere Fiat, si era distinto in campagna elettorale proprio grazie al suo impegno civico per il ripristino della pubblica illuminazione in città. Era il periodo della gestione commissariale, quando a illuminare la città erano più le stelle che i lampioni. Non è che da allora sia cambiato molto a dire il vero, resistono ancora alcune ampie aree ancora al buio, ciò nonostante le delega ha avuto già tre passaggi di mano. In occasione del voto contrario sulla delibera di affidamento della riscossione coattiva dei tributi alla ex Equitalia il sindaco volle “punire” il consigliere “ribelle”, che in uno con la Lega votò contro. Poi il ripensamento e il successivo allineamento e dopo una parentesi con i leghisti nel gruppo, oramai disciolto “Scafati al Centro”, nel giorno di San Valentino il primo cittadino decide di premiare Sicignano e Nicola Cascone, revocando l’assessore Maria Pisani per l’entrata della novella Paola Tedesco, di loro indicazione. Non solo, visto l’amore ritrovato e la rottura dei due civici con i leghisti, Salvati decise di assegnare alla Tedesco anche la pubblica illuminazione. Nel frattempo, il gruppo consiliare della Lega composto da Serena Porpora e Giovanni Bottone ritrova il feeling smarrito con il loro vicesindaco Peppino Fattoruso, rinnovandogli la fiducia e chiedendo al sindaco il regalo per la separazione evitata: le deleghe revocate a novembre. Detto fatto, ieri mattina Salvati, con tutta una serie di decreti, si riprende la pubblica illuminazione dalla Tedesco e la restituisce questa volta a Serena Porpora. La giovanissima consigliera fa il pieno, perché le arrivano anche le politiche animaliste e le politiche giovanili, revocate a Fattoruso. Al collega di banco Giovanni Bottone ritorna il Pip. Non finisce qui, manca ancora la carta vincente, e la gioca Alfonso Di Massa, in accordo con lo stesso Salvati. Nonostante il suo partito Fratelli D’Italia lo abbia indicato unanimemente quale nuovo assessore a commercio, personale e polizia municipale in sostituzione del dimissionario Alfonso Fantasia, il veterano Di Massa decide si di prendersi le deleghe, ma restando nel “limbo” del consiglio comunale. Sedere in giunta certamente è un onore, ma comporta l’onere delle dimissioni da consigliere. Significa cedere il potere di voto per affidarsi totalmente tra le mani del sindaco, che, volendo, può revocarlo in qualsiasi momento, lasciandolo di fatto fuori dalle istituzioni. Una evenienza molto improbabile, ma siccome «fidarsi è bene non fidarsi è meglio», Di Massa si gioca, vincendola, la carta delle deleghe da consigliere. Altri consiglieri comunali già delegati da Salvati in precedenza, sono Daniela Ugliano (ambiente), Camillo Auricchio (piano parcheggi), Luca Maranca (valorizzazione del centro storico), Anna Conte (pari opportunità) e Paolo Attianese (valorizzazione contrada Bagni). Unica lista della coalizione di maggioranza a non aver ancora ricevuto una delega è la civica Insieme Possiamo. «Il consigliere Di Massa ha fatto mancare il supporto politico all’ex assessore ma non ha il “coraggio” di osare perché teme che il passaggio ad assessore gli potrebbe costare caro in futuro – così Giuseppe Sarconio, M5S – vigileremo affinché non ci sia alcun abuso per quanto riguarda le deleghe. Conosciamo bene il raggio di azione del consigliere delegato e controlleremo che sia tale e non assuma la forma di un assessorato fantasma».