Mario Memoli

Donna sgozzata a casa. È in fin di vita in ospedale

Mario Memoli,  

Donna sgozzata a casa. È in fin di vita in ospedale

Trovata in un lago di sangue con un profondo taglio alla gola, il giallo su una presunta aggressione consumatasi in un appartamento di via Manzoni è finito al centro di un’inchiesta da parte delle forze dell’ordine. Troppe ombre ruotano attorno al ferimento di quella 44enne che lotta tra la vita e la morte in un letto dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Il caos ieri mattina in un appartamento della periferia di Scafati. «Correte, mia moglie sta male. Ha un taglio alla gola e perde molto sangue». Con questa telefonata, giunta al centralino del 118 è stato denunciato il grave ferimento di una 44enne scafatese. Ad allertare i soccorsi sono stati i due figli adolescenti e il marito della donna che ora lotta per non morire nel reparto di rianimazione del nosocomio nocerino.

Un accoltellamento con giallo, perché inizialmente era circolata con insistenza la notizia che ad aggredire la donna fosse stato il marito al culmine di una violenta lite familiare. Ma le testimonianze dei figli adolescenti e dello stesso uomo, coetaneo della moglie, avrebbero indirizzato altrove le indagini tanto che il convivente non è stato né fermato né tantomeno denunciato. Tutto è accaduto in un appartamento di via Alessandro Manzoni a Scafati nelle prime ore della mattinata di ieri: la donna, secondo il racconto di figli e marito, sarebbe stata trovata riversa a terra in una pozza di sangue e con la gola recisa da un oggetto appuntito, forse un coltellaccio da cucina o addirittura una lametta. Panico.

Urla, grida, pianti. Tutti avrebbero capito la gravità della situazione ed hanno allertato prima i volontari del 118 e successivamente i carabinieri della tenenza scafatese agli ordini del comandante Gennaro Vitolo che hanno avviato l’attività di indagine con il supporto dei colleghi nocerini. Giunti sul posto, i volontari hanno prestato i primi soccorsi alla 44enne trasferendola urgentemente presso l’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore dopo la prima medicazione per tamponare l’emorragia. I militari dell’Arma insieme a quelli del reparto territoriale di Nocera Inferiore guidati dal colonnello Di Gangi, invece, hanno proseguito con le indagini accertando che, forse, quella coltellata non sarebbe stata inferta dal marito al culmine di una violenta lite come inizialmente si era ipotizzato. Forse, tra le ipotesi degli inquirenti, un gesto autolesionistico.

Hanno sentito i figli della coppia e lo stesso uomo che hanno riferito di aver trovato la donna riversa a terra con una copiosa fuoriuscita di sangue dalla gola. Probabilmente, l’oggetto appuntito- usato con veemenza- avrebbe reciso la aorta. In ospedale è ricoverata presso il reparto di terapia intensiva dopo un intervento chirurgico effettuato all’Umberto I subito dopo il trasferimento. Se sopravviverà, la 44enne potrà spiegare la dinamica dei fatti agli inquirenti: per adesso il compagno non è stato denunciato né fermato e saranno quindi le ulteriori indagini- anche con i rilievi della scientifica accorsa sul posto- a stabilire come siano andati realmente i fatti all’interno dell’abitazione di via Alessandro Manzoni a Scafati. La vicenda tuttavia ha scosso l’intera comunità e soprattutto quanti conoscono la famiglia scafatese, in molti si sono sincerati delle condizioni della donna non appena appresa la notizia del suo ricovero in ospedale.