Teresa Palmese

Viaggio nei licei deserti: «Le lezioni via Skype»

Teresa Palmese,  

Viaggio nei licei deserti: «Le lezioni via Skype»

In viale Unità d’Italia, a pochi passi dal centro di Pompei, non c’è il solito via vai di macchine. Non c’è trambusto, né gli studenti per strada. A ridosso del Liceo Pascal si respira un’insolita aria, quasi spettrale. E’ l’effetto del provvedimento emanato dal governo Conte per ridimensionare le conseguenze del Covid-19, l’influenza partita dalla Cina e che s’è diffusa anche in Italia a ritmi incontrollabili. Lezioni sospese e niente giovani con gli zaini in spalla all’ingresso del liceo simbolo di Pompei, ma porte aperte al personale docente e agli amministrativi che regolarmente si sono presentati a scuola. «E’ una decisione ragionevole, condivisa da tutto il corpo docenti – sostiene il dirigente scolastico dell’istituto, Filomena Zamboli, seduta dietro la scrivania del suo ufficio nel primo giorno di stop didattico -. E’ paradossale giudicare esagerata la decisione del governo. Noi docenti non abbiamo alcun strumento nelle mani per valutare l’apertura o la chiusura della scuola. Anzi, trovo inutile provare a sostituirci agli esperti, in questo caso ai medici, che conoscono dunque i rischi legati al coronavirus. Di sicuro la scuola rappresenta un potenziale luogo fertile per la trasmissione dell’influenza. Naturalmente, abbiamo già assicurato tutti gli interventi del caso necessario, abbiamo già proceduto con una disinfestazione dei locali ancora prima che lo imponesse la Regione. Si chiama prudenza, una delle virtù teologali, ed è giusto che sia esercitata da tutti gli attori scolastici nel rispetto del principio della sicurezza». Quindici giorni di stop, in attesa di nuove comunicazioni, che potrebbero penalizzare ora gli studenti delle classi quinte che dovranno sostenere a giugno l’esame di Stato. «Non c’è alcun rischio, almeno per il momento – aggiunge la dirigente scolastica -. Parliamo di misure organizzative studiate per l’intero sistema scolastico e non soltanto per la nostra singola realtà. Pertanto sono già in fase di studio momenti di protocollo finalizzati a individuare delle lezione alternative. Magari via web, via Skype oppure trasferendo materiale su We Transfer. Anche i docenti meno avvezzi sono a lavoro in questo senso. Cercheremo di creare una rete di supporto per scongiurare ulteriori rallentamenti. Di sicuro stiamo valutando le lezioni a distanza anche in modalità differenziata». Intanto, al Liceo Pascal, gli uffici continuano a produrre. Niente stop ma pianificazione accurata del lavoro. «Stiamo sfruttando questa pausa, per così dire, per portarci avanti dei compiti. Stiamo assicurando attività didattiche, servizi di digitazione anche in vista del secondo quadrimestre, così come la predisposizione dei servizi legati al registro elettronico». Ieri mattina, oltre ai docenti, anche i bidelli hanno assicurato importanti iniziative per allontanare eventuali pericoli. «Certo, erano tutti a lavoro – aggiunge Zamboli – stiamo affrontando con solerzia questa emergenza, abbiamo lavorato notte e giorno per evitare problemi. Ora puntiamo anche all’igienizzazione dell’edifico dopo l’azione chimica che abbiamo assicurato per tempo, tra i primi, con tanto di attestazione già pubblicata sul sito». Nessun caso di contagio a Pompei, ma naturalmente la psicosi ha travolto anche i giovani studenti e soprattutto i genitori. «Sono tutti preoccupati ed è comprensibile – conclude la dirigente scolastica del Liceo Pascal – ne abbiamo parlato a lungo, nel discorso legato alla prevenzione, ma è necessario non cadere in isterismi e soprattutto senza mai esagerare».