Il viaggio dei tamponi tra speranze e paure

Tiziano Valle,  

Il viaggio dei tamponi tra speranze e paure

Tampone positivo, tampone negativo. Fino a qualche mese fa la terminologia, pur presente nell’ambito medico scientifico, era pressochè sconosciuta ai più. Da qualche settimana, in piena emergenza corinavirus, la situazione è diventata delicata e tutti hanno aumentato il livello delle proprie conoscenze mediche e scientifiche. A volte anche troppo. Ma come funziona il sistema di controllo? Chi esegue i tamponi e come viaggiano? Come vengono poi smistati?

La procedura

Quando scatta l’allarme, in presenza di un caso sospetto, si attiva la procedura di emergenza. Accompagnato dal medico di famiglia o dal pediatra il paziente si reca in ospedale oppure, nei casi più gravi viene raggiunto da personale specializzato del 118, con un mezzo di trasporto ad hoc. E’ in questa circostanza, o in ospedale, che viene eseguito il tampone.

Di cosa si tratta

Il tampone è una sorta di cotton-fioc della lunghezza di circa 15 centimetri che può essere eseguito sia a livello nasale che a livello faringeo. Viene inserito in un contenitore sterile e tutti i contenitori inseriti in una sorta di borsa da viaggio che viene definito “trasportino”. L’ospedale San Leonardo di Castellammare è, per tutta l’area sud il centro di raccolta dei tamponi che vengono eseguiti sia a livello domiciliare nei casi più gravi sia ospedaliero. Al mattino, dopo aver raccolto i tamponi, che come si può immaginare negli ultimi giorni stanno diventando tantissimi, vengono trasferiti con un mezzo speciale dell’Asl e chiusi nei trasportini che evitano ogni condizionamento esterno, all’ospedale Cotugno di Napoli. E’ il principale centro per le malattie infettive del Mezzogiorno, il luogo nel quale vengono analizzati i tamponi effettuati sul territorio della provincia. Un laboratorio attrezzato, nel quale ormai si lavora giorno e notte con turni massacranti, provvede a analizzare i tamponi che arrivano. Di solito, almeno fino a quando l’emergenza non era così particolarmente intensa, il tempo limite di risposta era fissato in 24 ore. Ora, invece, a causa dell’aumento indiscriminato dei casi, le risposte possono allungarsi anche a 36 ore. Qualora il tampone fosse considerato positivo, viene anche inviato allo Spallanzani di Roma (il centro dove sono stati curati e guariti i turisti cinesi ammalati di coronavirus) dove è l’Istituto superiore della sanità a dire la parola definitiva accertando la presenza del coronavirus o meno sul tampone analizzato.