Canè e il Covid-19: «Mi ricorda il colera Sono preoccupato»

Ciro Troise,  

Canè e il Covid-19: «Mi ricorda il colera Sono preoccupato»

Canè ha scelto Napoli nella sua vita, è arrivato nel 1962 e, dopo la carriera da calciatore, ha lavorato da allenatore in tante piazze della provincia di Napoli: Frattese, Afragolese, Turris, Campania Puteolana, Ischia e Juve Stabia. Nella sua lunga esperienza napoletana ha vissuto anche il dramma del colera nel 1973, quando l’inizio del campionato fu ritardato proprio in virtù di quest’emergenza. Una storia che torna attuale nei giorni dell’allarme coronavirus che sta condizionando la vita di tutti e anche il campionato.

Che ricordo hai della vicenda del colera? Le difficoltà del calcio nell’organizzarsi in questi giorni ti ha riportato a quei giorni?

“È tutto molto diverso, il colera lo vedevamo, era nei frutti di mare, l’avversario ora è un virus subdolo e il contagio avviene in maniera molto rapida, sono preoccupato soprattutto per gli anziani e per i bambini. Stavolta si tratta di un problema internazionale, la situazione è disastrosa. All’epoca dietro al colera c’era anche una questione politica, il conflitto Nord/Sud. Mi ricordo che, per prepararci al campionato che iniziò solo ad ottobre, disputammo degli allenamenti a Casoria, a Benevento, c’erano delle polemiche anche per questi spostamenti. Un’immagine che ho nella memoria con particolare affetto è la partita amichevole contro il Genoa, ci diedero una medaglia d’oro che conservo ancora”

È stata rinviata anche Napoli-Inter, semifinale di ritorno di Coppa Italia. Come credi che ne uscirà il calcio italiano da quest’emergenza?

“In grande difficoltà, dovevano organizzarsi prima anche con il governo, sanno che ci sono i calendari internazionali e non è facile recuperare le partite. Devono assolutamente rimediare, altrimenti il campionato è falsato. L’Inter si è fatta rispettare, ha dei dirigenti in gamba, validi”

Nel 1973-74 fu la Lazio a vincere lo scudetto. Corsi e ricorsi storici, potrebbe verificarsi la stessa situazione?

“È una coincidenza, il campionato è ancora lungo, la Juventus non può essere la squadra che abbiamo visto nelle ultime gare, l’Inter deve coniugare il rinnovamento e i risultati, è un peccato per il Napoli che poteva approfittare dell’equilibrio in vetta. Gattuso fortunatamente sta portando il Napoli fuori dalle grosse criticità che ha riscontrato ma la ferita rimane, poi ci sono le situazioni dei patrimoni da recuperare per motivi diversi: Meret, Koulibaly e Lozano su tutti”

Per il Napoli, però, c’è ancora tanto da scrivere in questa stagione: gara di ritorno contro il Barcellona, la Coppa Italia e la rincorsa all’Europa?

“Sì anche se adesso è tutto condizionato dall’emergenza coronavirus e dal modo in cui saranno riprogrammate tutte le gare”

Mertens come Canè, può scegliere Napoli come hai fatto tu?

“Sono situazioni personali, i tempi sono cambiati, nel calcio di oggi forse anche Canè farebbe scelte diverse. Il Napoli sulla questione rinnovo di Mertens è in ritardo, se, come sembra, riuscirà a prolungare il contratto del belga, porta a casa un’importante garanzia tecnica per il futuro. Ho letto dell’ipotesi di un futuro da dirigente ma è tutto relativo perché basta un litigio e poi tutto va a rotoli. Parliamo d’interessi, guardate la storia di Allan che aveva raggiunto la Nazionale brasiliana e poi sta vivendo quest’annata tormentata”.