Elena Pontoriero

Il Castello delle nozze fa i conti con il Covid «Matrimoni annullati»

Elena Pontoriero,  

Il Castello delle nozze fa i conti con il Covid  «Matrimoni annullati»

Una caduta a picco delle cancellazioni dei festosi banchetti anche al Grand Hotel la Sonrisa, inevitabilmente colpito dagli effetti del Coronavirus. Un’anticipazione della catastrofica linea in picchiata dei danni, era passata in sordina a dicembre 2019 quando da Taiwan è arrivata la notizia della cancellazione del Capodanno cinese, prenotato presso il Castello di Sant’Antonio Abate. «Come ogni anno una delegazione da Taiwan si riunisce qui al Castello per festeggiare il Capodanno cinese, una prenotazione che viene effettuata alcuni mesi prima di gennaio – racconta Matteo Giordano, tra i responsabili del Grand Hotel la Sonrisa – A dicembre abbiamo ricevuto l’avviso di annullamento per problemi legati a un virus che si stava espandendo su vasta area della Cina. Non si parlava di pandemia, quindi non ce ne siamo fatti un problema, così come tutti. Sembrava così lontano dall’Italia, un focolaio circoscritto in una zona della Cina.

Purtroppo era solo il preludio di un’emergenza che ha preso in pieno anche l’Europa e tutto il mondo. Inevitabilmente una crisi economica più incisiva comincia a farsi sentire. Dall’inizio del 2020 a oggi abbiamo perso almeno 20mila presenze, tra matrimoni, compleanni e altri ricevimenti già programmati al Castello. Siamo al collasso». Tutti nella stessa barca a remare per poter uscirne fuori al più presto.

L’onda lunga del Coronavirus non ha risparmiato nessuno, anzi forse maggiormente messe in ginocchio le attività ristorative e ricettive più grandi che, per effetto dell’annullamento dei riti religiosi, hanno dovuto rinunciare a un numero superiore di banchetti, con conseguente perdita economica a sei zeri. «Appena ieri hanno annullato un compleanno che avrebbe dovuto svolgersi a metà marzo. Ma è comprensibile la preoccupazione e la paura di chi preferisce rinviare un evento, anche importante, piuttosto che rischiare, visto anche l’aumento dei contagi per Covid-19 – sottolinea Matteo Giordano, marito di Imma Polese – Anche le stanze dell’albergo sono vuote. Abbiamo deciso, comunque e fino a direttive contrarie, di restare aperti e accontentare anche i pochi clienti che ci scelgono per un pranzo o una cena.

Fortunatamente abbiamo ampio spazio per poter sistemare i tavoli a una distanza di sicurezza l’uno dall’altro, oltre a seguire tutte le prescrizioni arrivate dal Governo centrale e regionale. Anzi abbiamo raddoppiato la distanza e ridotto i posti dei commensali, infatti da 10 coperti per ogni tavolo ne sono stati disposti 5 e così via. Siamo preoccupati per l’aspetto economico ma maggiormente per la salute di tutti, anche se cerchiamo di andare avanti e utilizzare il periodo di “pausa” per effettuare interventi di manutenzione straordinaria».

Una pausa che, a oggi, non ha ancora una data di fine. Ma c’è chi ha deciso, in ogni modo, di andare avanti anche se intorno non c’è il suono di una festa, ma un assordante silenzio interrotto dai centralini che squillano per cancellare l’evento e rinviarlo a data da destinare. «Ci fac- ciamo coraggio sperando di poter tornare, quanto prima, a una vita normale. Certo, una vita che sarà comunque segnata – dice preoccupato Matteo Giordano – Sarà segnata gravemente anche l’economia. Nel nostro piccolo anche noi avremo problemi, quelli legati alle assunzioni degli stagionali che restano, per adesso, congelate perché non sappiamo quando poter ricominciare a pieno regime. E più tempo passerà per uscire dall’incubo Coronavirus, più difficile sarà poi inserire le date delle cerimonie saltate in questi mesi che si affolleranno, visto quelle prenotate nei mesi estivi. L’augurio è per tutti di rialzarci presto. Un pensiero e un ringraziamento va a tutto il personale medico e infermieristico che sta dando grande prova di efficienza», conclude Matteo Giordano.