Alberto Dortucci

Rifiuti, voti, soldi e mazzette: 4 inchieste sull’affare Nu

Alberto Dortucci,  

Rifiuti, voti, soldi e mazzette: 4 inchieste sull’affare Nu

L’inchiesta che ha portato all’arresto di Ciro Vaccaro, oggi ai domiciliari, rappresenta soltanto uno dei tanti fascicoli aperti attorno alla gestione del settore rifiuti.

Lo scorso anno la procura di Torre Annunziata ha ottenuto l’arresto, tra gli altri, dell’ex consigliere comunale di maggioranza, Stefano Abilitato. E’ accusato di aver comprato voti alle ultime elezioni comunali. E per farlo, Abilitato, avrebbe assoldato un gruppo di aspiranti netturbini in cambio della promessa dell’assunzione, a tempo indeterminato, all’interno della ditta che si occupa della raccolta della spazzatura. A capo del gruppo un ex testimone di giustizia figlio di un boss del clan Ascione-Papale ucciso nella guerra di camorra combattuta tra Ercolano e Torre del Greco.

Per questa vicenda Abilitato ha patteggiato mentre i netturbini pentiti sono stati condannati, in primo grado, per associazione a delinquere finalizzata al voto di scambio.

L’altra indagine, condotta dalla procura Antimafia di Napoli, ha invece svelato l’esistenza di un sistema per truccare le gare d’appalto e favorire la camorra. Attraverso il sistema di cui avrebbe fatto parte proprio Vaccaro le organizzazioni criminali – secondo le accuse della Dda – avrebbero incassato laute tangenti mensili sull’appalto per la nettezza urbana e anche l’assunzione di affiliati e soldati dei clan all’interno dei cantieri della Nu.

In un altro filone processuale parallelo a quello del racket, invece, sono stati notificati avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di diversi ex politici che avrebbero ottenuto vantaggi dalle gare pilotate per gli affidamenti di appalti e la distribuzione dei soldi pubblici.

A chiudere il cerchio poi la presunta storia delle tangenti incassate per condizionare l’affidamento del servizio di nettezza urbana.

Processo, quest’ultimo, che vede imputato l’ex sindaco della città del corallo, Ciro Borriello, oggi imputato a piede libero assieme ai vertici della ditta “Fratelli Balsamo”, l’impresa che l’ex primo cittadino avrebbe favorito – secondo gli inquirenti – in cambio di tangenti. Vicende al vaglio dei giudici chiamati a valutare la consistenza delle inchieste.

Storie che però alimentano i tanti sospetti che da tempo aleggiano sulla gestione del servizio di nettezza urbana all’ombra del Vesuvio