Voto, quattro poli in lizza Ma è boom di liste civiche

Salvatore Piro,  

Voto, quattro poli in lizza  Ma è boom di liste civiche

Il Coronavirus potrebbe far slittare il voto anche a Pompei. Dove per legge – dopo lo scioglimento anticipato del consiglio comunale che, il 12 febbraio scorso, ha in maggioranza sfiduciato l’ex sindaco Pietro Amitrano – il rinnovo del consiglio, ovvero le elezioni, deve “coincidere con il primo turno elettorale utile previsto dalla legge”. La prima finestra è dunque il turno elettorale della tarda primavera, compreso fra il 15 aprile e il 15 giugno del 2020. Ma nel frattempo l’emergenza coronavirus non accenna a diminuire.

E potrebbe seriamente compromettere il voto amministrativo previsto – oltre che in sette Regioni italiane – in oltre mille Comuni, tra i quali Pompei. Si tratta in pratica di milioni di cittadini che dovranno recarsi a votare. Per non parlare delle scuole, dove dovranno essere allestiti i seggi, e della campagna elettorale che, fra comizi e riunioni di partito, per forza di cose andrebbe contro alle ultime misure di emergenza sanitaria varate dalla Regione Campania.

Nel frattempo, il Governo ha già deciso di rinviare il referendum confermativo sul taglio del numero dei parlamentari, che si sarebbe dovuto svolgere domenica 29 marzo. Ma anche le stesse elezioni locali potrebbero subire un rinvio in autunno. E tutto attraverso una norma speciale, che potrebbe prevedere il voto a ottobre. Per ora si tratta solo di ipotesi, ma il rischio sembra esserci. Anche a Pompei.

Dove a paventarlo sono sia il centrosinistra del candidato a sindaco per il Partito Democratico, Carmine Lo Sapio, attualmente appoggiato da una coalizione composta da almeno otto liste, che il centrodestra di Alberto Robetti e di Alfonso Conforti. Schieramenti opposti, ma per una volta uniti nel segnalare il rischio di un’inevitabile permanenza del commissario prefettizio Santi Giuffrè alla guida di Palazzo de Fusco. Particolarmente esplicito è Alberto Robetti: “Io candidato a sindaco? Mi piacerebbe, ma al momento le elezioni a Pompei non sono nemmeno previste” taglia corto l’uomo forte del centrodestra. “Il decreto non c’è” prosegue Robetti “e francamente non riesco a capire come, allo stato e data l’emergenza sanitaria, possa immaginarsi un normale svolgimento della competizione elettorale.

Da altre parti noto invece le auto-candidature già fatte da almeno due nostri possibili avversari (Lo Sapio, appunto, oltre all’avvocato Domenico Di Casola, ndr). Ma la realtà è che le elezioni potrebbero slittare”. Quattro i poli che dovrebbero presentarsi alle urne. Oltre ai tradizionali schieramenti di centrosinistra e di centrodestra, infatti, a Pompei si registra un gran movimento di liste civiche. In tre sosterranno la candidatura a sindaco dell’avvocato Domenico Di Casola, un passato in Rifondazione Comunista.

Un’altra coalizione di quattro civiche, invece, raccoglierebbe i delusi dal Pd ed esponenti della destra moderata. Ma qui, il candidato a sindaco non c’è ancora. Come per il centrodestra, dove Robetti sembra comunque in pole-position. Ago della bilancia per il successo al voto potrebbe essere l’ex consigliere Giuseppe La Marca, che nonostante un potenziale bacino da 800 voti non ha ancora deciso ufficialmente chi appoggiare. “Mi piacerebbe che La Marca si schierasse con noi” conclude Robetti “perchè è un uomo di destra”.