Giovanna Salvati

Strade deserte e negozi chiusi. Il viaggio nelle città spettrali

Giovanna Salvati,  

Strade deserte e negozi chiusi. Il viaggio nelle città spettrali

Ore 18 in punto: scatta il coprifuoco, e la paura del virus svuota le città. Da Torre del Greco a Torre Annunziata, da Castellammare di Stabia a Sorrento, dalla Penisola fino ai Monti Lattari. Le strade si svuotano per la paura dei contagi e girare per le strade è un’esperienza spettrale.

Le poche persone che si incontrano hanno sciarpe alzate fino al naso oppure mascherine allacciate dietro la nuca. «Sembra di essere tornati agli anni della guerra», dice un anziano prima di infilarsi nel portone di casa. Le scene del deserto urbano vengono rilanciate da decine di utenti sui social che dai balconi riprendono la della desolazione.

«Lasciamo qui i dolci invenduti della giornata nel caso qualcuno ne avesse bisogno», dice il pasticciere di Corso Italia a Piano.

Per tutti la giornata gli agenti hanno filtrato gli arrivi in Penisola, e a Sorrento l’immagine di piazza Tasso è un colpo al cuore. Vuota. Non si sentono i clacson delle auto nemmeno lungo la statale che conduce a Castellammare, una delle strade più caotiche della provincia.

Poche le auto che circolano e tra queste molte delle forze dell’ordine.

Alle 18 in punto le saracinesche dei bar storici di Castellammare scendono come un sipario sulla vita. «Le regole vanno rispettate ed è questo che dobbiamo capire», dice un barista con la mascherina e i guanti di lattice. «Del resto, stare aperti è inutile ». Alle 10 del mattino il bar ha già consumato poco meno di quattro chili di caffè, nel primo giorno di coprifuoco ne è andato via poco più di uno.

«Così rischiamo davvero di chiudere ma per sempre ». La villa comunale è deserta, diversamente da domenica mattina, Corso Vittorio Emanuele lentamente si svuota.

Scene da film Contagion anche nella vicina Pompei. In piazza Bartolo Longo non c’è quasi nessuno, le porte del Santuario sono chiuse come quelle dei negozi chiusi. Ai tempi del Covid la fede trova altre strade, più sicure. Davanti alla tv, o sul pc di casa in streaming.

«Abbiamo paura che da un giorno all’altro inizino a mancare le scorte di cibo. In famiglia siamo in tanti. E’ per questo che ho due buste piene». Federica ha 18 anni e una mascherina celeste anti-contagio che indossa con disinvoltura mentre carica l’auto di sua madre. Entrambe, ieri mattina, sono corse a fare la spesa al Carrefour Market di Pompei aperto h24, lo stesso che è stato preso d’assalto da centinaia di clienti dopo il discorso del premier in tv. Ora c’è una preoccupazione in più, che si sposta sui prezzi rincarati. «Il latte», di Ciro, 66enne vigile urbano, «costava un euro e 35 centesimi. Oggi l’ho pagato di più». In ogni caso gli assalti ai supermercati dimostrano la mancanza di buon senso dei cittadini in questo momento duro. Lo dice Imma, 55 anni, ingegnere. Lei ha fatto la spesa, ma senza indossare la mascherina. «Io non ho paura del virus, ma dei comportamenti scorretti. Soprattutto dei giovani. Loro non capiscono le restrizioni».

Gianfranco, 40 anni, a metà giornata carica due buste piene in macchina. Però lui è polemico: «Ora ci preoccupiamo del virus ma da anni respiriamo i veleni della Terra dei Fuochi senza alzare la voce».

C’è chi teme gli scaffali vuoti, ma c’è anche chi ha scelto di diventare una spia. A Torre Annunziata si segnalano i casi sospetti provenienti dal nord, e le forze dell’ordine sono costrette a controllare. A sera, anche Torre Annunziata è deserta. Non c’è movimento nemmeno sulla Curva, il luogo della movida. E quei pochi che sono in strada indossano la mascherina. Alla fine del corso un fruttivendolo sistema le ultime cassette. «Abbiamo venduto tutto», dice Nunzio. «La gente ha la paura negli occhi. Ma almeno si osservano le regole». A Torre del Greco, uno dei focolai del vesuviano si contano 14 contagi. I negozi hanno chiuso ancora prima del decreto d’urgenza. Da quando è scoppiato il primo caso nella scuola don Bosco-D’Assisi «abbiamo paura ad uscire anche per comprare l’acqua», dice una donna.

Nel Vesuviano stesso scenario: strade deserte, saracinesche abbassate, paura e persone spaesate. Cala la notte in provincia, stavolta non c’è l’assalto ai market perchè in tanti hanno compreso che i supermercati resteranno forniti, e soprattutto hanno capito che bisogna restare a casa ed uscire solo per necessità urgenti. In strada resta il silenzio e il coprifuoco