Ospedali nel caos: i medici in trincea tra personale ridotto e strutture poco attrezzate

Giovanna Salvati,  

Ospedali nel caos: i medici in trincea tra personale ridotto e strutture poco attrezzate

Pronto soccorso chiuso a Boscotrecase e scatta la rabbia degli utenti. Un altro giorno da infermo per i medici in trincea che dopo la notizia dei due tamponi postivi per un 77enne di Terzigno e un 72enne di Torre del Greco hanno dovuto chiudere i locali per la sanificazione. Un pomeriggio infernale e dove ovviamente le preoccupazioni sono state proprio per i medici «è una situazione  difficile – spiega un infermiere del reparto -ma qui non c’è la rianimazione, siamo in pochi e stiamo facendo turni massacranti». Ma se a Boscotrecase la situazione non era delle migliori lo scenario non cambia nelle altre città. All’ospedale Maresca di Torre del Greco, proseguono le grandi manovre per provare a «convertire» un reparto al piano terra in una divisione di terapia sub-intensiva: la mossa potrebbe offrire una «valvola di sfogo» per i pazienti meno gravi ricoverati all’ospedale Cotugno di Napoli e – al tempo stesso – garantire un punto di riferimento sicuro per eventuali emergenze sul territorio. Il primo step è stato già effettuato con l’acquisto di 16 respiratori destinati proprio al nosocomio di via Montedoro, ora si aspetta il via libera definitivo. Intanto, dopo le criticità dell’ultimo week-end, ripristinata la «normalità» tra la tenda allestita all’esterno della struttura sanitaria e il pronto soccorso. D’altronde, a dispetto dell’elevato numero di casi registrati all’ombra del Vesuvio, fino a oggi i casi sospetti di Coronavirus sono stati «dirottati» direttamente a Napoli. Negli ospedali di Sorrento, Vico Equense e Capri, invece continuano a essere seguiti tutti i protocolli dettati da governo e ministero della Salute. A breve, per gli operatori sanitari, arriveranno anche le migliaia di mascherine donate da Federalberghi e Fondazione Sorrento. Intanto, ieri, al Comune di Sorrento, è stata istituita una task force di esperti per monitorare l’andamento dell’emergenza Covid-19 e trovare soluzioni ad eventuali problematiche in ambito comunale. Ne fanno parte, per ora, il chimico Raffaele Attardi ed il medico Franklin Picker che affiancheranno il sindaco, Giuseppe Cuomo per tracciare, a cadenza quotidiana, un quadro della situazione nella città di Sorrento. L’ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati è stato invece individuato dalla Regione come punto di riferimento per l’intera provincia di Salerno per l’emergenza coronavirus, vantando un reparto di eccellenza, già attivo, nella cura delle malattie respiratorie, ma l’idea di diventare il “lazzaretto” dell’Agro Nocerino e non solo, non piace al sindaco Cristoforo Salvati. E l’opposizione insorge contro il primo cittadino: «Come al solito prevale nel sSindaco e nella sua amministrazione la tendenza alla demagogia e l’ansia da continua campagna elettorale – attaccano i consiglieri di area dem del gruppo Insieme per Scafati – Per giorni tutti gli esponenti della maggioranza, provando a cavalcare strumentalmente le giuste ansie della cittadinanza rispetto alla diffusione del coronavirus, hanno invocato la riapertura del nostro ospedale, collegandola all’emergenza sanitaria in atto. Adesso Regione, Asl e Protezione civile investono centinaia di migliaia di euro per allestire più posti di degenza ordinaria e unità di terapia intensiva per il Mauro Scarlato, difatti rendendo funzionale il nostro nosocomio cittadino, e il sindaco protesta, intestandosi funzioni e competenze che non gli appartengono». Insomma l’emergenza Covid-19 mette in ginocchio anche e sopratutto gli ospedali in trincea dove già durante l’anno e in tempi ordinari sono già in affanno tra personale e materiale.