Maledetto virus «Serie C a tavolino? Non la sentirei mia»

Bruno Galvan,  

Maledetto virus «Serie C a tavolino?  Non la sentirei mia»

L’emergenza Coronavirus ha stravolto il mondo del calcio, in particolare quello non professionistico. Qui ci sono società che fanno molti sacrifici per far quadrare i conti in un torneo dove gli unici ricavi sono frutto di sponsorizzazioni e botteghino. Sospendere le attività ha un riflesso economico per i club, ma soprattutto per i calciatori, i quali non hanno privilegi come i loro colleghi professionisti. Tra le stelle della LND c’è Fabio Longo, capitano e capocannoniere della Turris, capolista del girone G di serie D e lanciatissima verso la promozione in serie C. Con lui abbiamo discusso a 360° della situazione relativa al calcio minore per questo stop forzato.

Come hai accolto la sospensione totale del campionato?

“Mi aspettavo questa decisione, era inevitabile si prendesse perché la situazione stava peggiorando. Devo dire che appena ho letto la notizia dell’ufficialità, un po’ di magone mi è venuto perché fermarsi all’improvviso non è semplice. In pratica non ti puoi più allenare liberamente come prima perché devi restare chiuso in casa. La cautela e la preven- zione sono fonda- mentali per combat- tere il Covid-19”.

Come è cambiata la tua vita sportiva dal mo- mento del- la sospen- sione dell’attività a causa dell’emergenza coronavirus?

“Cerco di svolgere al meglio il programma stilato dal mister e preparatore atletico. Ho la fortuna di avere un po’ di spazio sotto la mia abitazione. Quando sono solo, provo a fare qualche esercizio per non restare fermo anche se è tutto surreale”.

Lo stop del campionato comporta delle conseguenze sul piano dei rimborsi spesa per voi calciatori.

“Fortunatamente sono in una società modello sotto ogni aspetto. Alla Turris questo problema non si verificherà, posso dire che addirittura i rimborsi ci vengono dati anticipatamente rispetto alla data pattuita: una rarità per questa categoria”.

Sei uno dei calciatori più forti della Lega Nazionale Dilettanti: ti senti di fare un appello su questo aspetto?

“Ci sono ragazzi, come me, che vivono solo di calcio, hanno famiglia e nessuna altra attività in grado di dargli altre forme di reddito. Voglio invitare le società in ritardo con i rimborsi, di approfittare di questa sosta forzata per mettersi in regola con i pagamenti dando modo di poter vivere dignitosamente a chi si trova in difficoltà.

Spero la Lega faccia qualcosa di concreto per aiutare i miei colleghi con problemi economici”.

Ipotizziamo: la Lega decide di finire qui il campionato congelando la classifica, per te che promozione sarebbe?

“Anomala e fredda, non avrebbe senso festeggiare a casa senza poterti abbracciare con squadra e tifosi. Da un lato sarei felice perché si andrebbe in C ed avremmo raggiunto l’obiettivo, ma dall’altro non sentirei mio a tutti gli effetti questo traguardo: mancherebbe la giusta adrenalina. Vogliamo conquistarci la promozione sul campo, insieme alla nostra gente. Gettando il cuore oltre l’ostacolo ogni domenica. Questo è l’augurio di tutti”.

Intanto sei capocannoniere…

“Se dovessi vincere questo titolo sarebbe la quarta volta.

In tutta sincerità quest’anno non ci ho mai pensato. Fin dal primo minuto di questa stagione, ho messo davanti a tutto la squadra”.

Come stai fisicamente?

“Sto recuperando. Contro il Latte Dolce, in occasione della rovesciata che ha poi dato vista al penalty, mi sono stirato un polpaccio”.