Alberto Dortucci

Torre del Greco, il racconto dell’autista del 118: «Le mie notti insonni a rincorrere il virus»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il racconto dell’autista del 118: «Le mie notti insonni a rincorrere il virus»

Torre del Greco. «Durante il giorno cerco di staccare la spina e riposare, poi la notte vado a rincorrere il virus». Enzo è un volontario-soccorritore della «Misericordia di Caivano», incaricata del servizio di 118 tra Ercolano e Torre del Greco: trasporta a ogni turno – a volte, superiore alle 12 ore – i ghostbusters del Covid-19, gli acchiappa-mostro in tuta bianca.

La sua voce tradisce la stanchezza accumulata a partire dagli inizi del mese di marzo, quando è cominciato l’incubo-Coronavirus all’ombra del Vesuvio: «L’ultimo intervento è stato alle cinque del mattino in viale Europa – racconta il cinquantottenne, alla guida dei mezzi di primo soccorso dalla fine degli anni Novanta -. C’era un anziano con febbre alta: fortunatamente, alla fine, era un falso allarme e non c’è stato bisogno del trasporto in ospedale. Ma la tensione è sempre alta, a ogni intervento».

Perché il pericolo di ampia diffusione del contagio resta «sottovalutato» dalla gente, un tasto su cui Enzo batte con forza: «Nell’ultimo caso, all’interno dell’abitazione con l’ammalato c’erano due bimbi e i genitori: tutti erano senza mascherina, un’assurdità vista la situazione». Già, le precauzioni. L’influenza arrivata dalla Cina ha cambiato pure il «modo» e i tempi dei soccorsi: «Per indossare l’equipaggiamento necessario per gli interventi servono 15 minuti, così come per la rimozione della tuta – sottolinea Enzo – e poi un’ora per arrivare a Caivano e sanificare l’ambulanza. In media, il tempo per chiudere una “chiamata” si aggira intorno alle 3 ore. Se poi c’è bisogno del trasferimento in ospedale, i tempi si allungano».

Un lavoro sfibrante e non privo di rischi, a dispetto dell’acquisto di mascherine professionali da parte del presidente della «Misericordia di Caivano»: durante l’ultima settimana, prima un’infermiera e poi un autista sono stati contagiati dal Covid-19. «Sono entrambi a casa – conclude Enzo – ma dovranno attendere il decorso della malattia e poi risultare negativi a due tamponi. Conosciamo i rischi, perciò invito tutti a non adottare comportamenti incoscienti e irresponsabili: nessuno è immune dal virus».

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