Alberto Dortucci

Torre del Greco, abbattute le barriere della «zona rossa»: gli irresponsabili restano in strada, boom di denunce

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, abbattute le barriere della «zona rossa»: gli irresponsabili restano in strada, boom di denunce

Torre del Greco. La «zona rossa» istituita dal sindaco Giovanni Palomba e i controlli a tappeto organizzati dalle forze dell’ordine non fermano l’assalto alle «piazzette» del centro storico e ai supermercati del territorio: così il primo giorno di «accesso limitato» alle aree mercatali si trasforma in una sorta di «caccia agli incivili» pronti a violare i provvedimenti restrittivi decisi da governo e Regione Campania per risparmiare qualche centesimo sulla spesa quotidiana. Insomma, a Torre del Greco – la città flagellata dal Coronavirus, con 29 casi accertati tra ricoveri in ospedale e isolamento domiciliare – la paura del Covid-19 non basta a frenare comportamenti irresponsabili e pericolosi per la salute pubblica.

I vandali del mercato

Che sarebbe stata una giornata lunga e faticosa è stato chiaro già alle prime luci del giorno, quando le transenne posizionate in traversa Salvator Noto e vico Orto Contessa sono state divelte e gettate in terra per facilitare il passaggio in direzione delle «piazzette». Gli agenti della polizia municipale sono stati costretti a intervenire sul posto e a sistemare una doppia barriera anti-intrusioni per poi andare a collaborare con carabinieri e poliziotti, impegnati a pattugliare i varchi di piazza Santa Croce e via Falanga. Dove, a dispetto delle raccomandazioni del primo cittadino, durante tutta la giornata si sono affollate centinaia di massaie scese in «piazzetta» per acquistare generi alimentari e prodotti per la casa.

La fila ai supermarket

A rendere ulteriormente complicata la strategia anti-virus messa in campo dal leader della carovana del buongoverno di palazzo Baronale la fake news – diffusa tramite i social – relativa alla chiusura dei supermercati durante i fine settimana. Una notizia capace di scatenare la corsa al carrello, con centinaia di clienti in fila all’esterno dei centri alimentari per fare provviste per il week-end e non solo. In alcuni casi – in via monsignor Felice Romano e in via Sant’Antonio – non sono mancati momenti di tensione, legati al mancato rispetto del metro di distanza e all’interminabile attesa. Così, alla fine il «bollettino» di sanzioni e denunce stilato dagli uomini in divisa guidati dal comandante Salvatore Visone ha sfondato quota 80 in dieci giorni. Il totale dei controlli effettuati solo dai vigili urbani ha interessato 1.500 cittadini e 50 attività commerciali.

La sfida del sindaco

«Gli episodi registrati in traversa Salvator Noto e vico Orto Contessa sono imputabili a qualche cretino a cui non è chiara l’attuale emergenza – afferma il sindaco Giovanni Palomba -. Fortunatamente, a partire dai commercianti, i cittadini hanno capito e apprezzato la ragione del provvedimento». Ma le «sacche d’inciviltà» registrate a macchia di leopardo sul territorio rischiano di vanificare i sacrifici di buona parte della popolazione: «Al momento, non sono ipotizzabili ulteriori ordinanze restrittive – sottolinea il primo cittadino -. Ma la situazione è in costante evoluzione: non si può escludere nulla». Come a dire: se la diffusione del contagio non dovesse frenare, gli «accessi limitati» si potrebbero trasformare in vere e proprie «chiusure» e la «zona rossa» potrebbe essere allargata a tutto il territorio.

La vergogna social

Le immagini delle «piazzette» affollate di gente e delle file all’esterno dei supermercati hanno fatto il giro del web, scatenando l’indignazione social e non solo. «Chiudendo le piazzette sì è adottato un atto doveroso – la riflessione di Loredana Raia, consigliere regionale del Pd -. Ma è sufficiente? Magari per i “socialbulimici” sì, ma per la nostra città credo proprio di no. Il vero problema, a mio giudizio, resta l’errata convinzione che il “disordine” sia parte del nostro Dna e vada tollerato. Questa epocale tragedia, invece, ci deve dare una lezione importante: l’ammuina non ci rende immuni e la salvaguardia della salute passa dalla cura dei beni comuni». In pratica: chiudere le «piazzette» non significa risolvere il problema, ma solo adottare una populistica soluzione-tampone. «Nel resto della città – sottolinea Loredana Raia – continuano a essere visibili esposizioni di prodotti alimentari e di ortofrutta senza protezione: evidentemente dobbiamo fare di più. Costruire un nuovo modello organizzativo della nostra comunità, all’insegna del rispetto delle regole come forma di civiltà e, perché no, di prevenzione». Sulla stessa lunghezza d’onda Luisa Liguori, consigliere comunale e presidente dell’ordine degli avvocati di Torre Annunziata: «Il video dei cittadini che, incuranti dei divieti regionali e comunali, passeggiano a distanze non di sicurezza nei vicoletti di Torre del Greco rappresenta in maniera plastica ciò che da anni dico a proposito delle grandi questioni irrisolte di Torre del Greco – spiega l’avvocato – è il vero problema della nostra città. A Torre del Greco ci sono oramai tanti, ahimè troppi, cittadini che dimostrano un senso civico pari allo zero e che non perdono occasione per dare il peggio di sé in qualsiasi circostanza. L’emergenza sanitaria senza precedenti che stiamo vivendo potrà essere superata solo con provvedimenti sempre più restrittivi visto che solo con il pugno duro una parte della popolazione, fortunatamente una minoranza, potrà capire la gravità della situazione. Spero vivamente non si debba ricorrere all’esercito per fermare la loro assurda, anacronistica e vergognosa incoscienza».

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