Cura Italia, l’allarme di Cgil: «Gli spiccioli non servono»

Vincenzo Lamberti,  

Cura Italia, l’allarme di Cgil: «Gli spiccioli non servono»

L’emergenza sanitaria è sicuramente il tema più importante e centrale di questi giorni. Ma, inizia a farsi spazio nel dibattito politico, anche e soprattutto il tema degli aiuti economici ai cittadini e ai comparti produttivi. Ad alzare la voce è la Cgil Campania che in una nota chiede chiarimenti alla Regione Campania. «La pubblicazione del decreto dei ministeri del Lavoro e dell’Economia contenente il riparto delle risorse destinate alla cassa integrazione in deroga è, senza dubbio, una misura importante e tempestiva nella gestione dell’emergenza Covid-19 nel mondo del lavoro. Ma riteniamo nel contempo insufficienti le risorse destinate alla Campania – pari a 1 milione e 640mila euro – in quanto le proiezioni dell’Inps sulla platea dei lavoratori non coperti da ammortizzatori (240mila lavoratori) è sottostimata» scrive Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Campania. «Riteniamo, alla luce del nostro monitoraggio effettuato in questi giorni, che accanto alla platea indicata ce ne saranno altri migliaia. Appena il portale della Regione Campania sarà in linea, a quelle già richieste si affiancheranno migliaia di richieste di cassa integrazione in deroga per le attività al di sotto dei 5 dipendenti» il grido d’allarme lanciato dal sindacato campano. «I fondi stanziati sono quindi insufficienti e va richiesto al Governo di anticipare da subito anche le risorse oggi allo studio per il mese di aprile» scrive nella sua nota Nicola Ricci che lancia un appello al governatore De Luca: «Confidiamo, infine, che il presidente della giunta regionale e l’assessore al Lavoro Sonia Palmeri riescano nell’emergenza a individuare anche nei fondi europei non utilizzati dalla Regione, una possibile soluzione da prospettare al governo in un’ottica di coordinamento» le parole di Ricci commentando il riparto dei fondi per la cassa integrazione in deroga destinati dal Governo alla regione Campania. Intanto arrivano buone notizie per gli operai delle fabbriche che ancora chiedevano chiarimenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. «Abbiamo ottenuto che i prefetti consultino preventivamente le organizzazioni sindacali per definire quali imprese, pur non essendo incluse nell’elenco del Dpcm, svolgono attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere essenziali» l’annuncio dato da uno dei leader sindacali. Cui fa eco anche il ministro della Salute, Roberto Speranza: «La sicurezza per chi lavora è un aspetto fondamentale. E sono soddisfatto per l’addendum che riguarda nello specifico la parte sanitaria. Il virus si sconfigge tutti insieme», ha aggiunto Speranza. Intanto, però, in Campania resta ancora alta l’attenzione per le filiere produttive in difficoltà. Una di queste riguarda la filiera bufalina dove Il crollo del prezzo del latte, l’impossibilità delle aziende di trasformazione di produrre mozzarella, la crisi dell’export, la saturazione dei magazzini dove stoccare il siero ha determinato una crisi senza precedenti. Anche la viticoltura, in questo momento, sta subendo un momento di gravissima crisi. Per non parlare del comparto della floricoltura. Sono ancora senza risposte, infatti, le accuse del consorzio che gestisce il mercato dei fiori tra Pompei, Torre Annunziata e Castellammare. Parole durissime con le quali il presidente Vincenzo Malafronte aveva parlato di una crisi economica che coinvolgeva quasi 20mila operatori. Circa 20 i milioni di euro di danni subiti dall’intero comparto. Missive che, per ora, sono rimaste senza alcuna risposta.