Pizze coi messaggi dai giovani in comunità ai medici in trincea

Giovanna Salvati,  

Pizze coi messaggi dai giovani in comunità ai medici in trincea

Un biglietto con una frase di poche parole: «Il 26 marzo del 2004 viene uccisa a Torre Annunziata Matilde Sorrentino: questa pizza oggi è per chi lotta per le vite di altre mamme: grazie per quello che fate». In basso un cuore disegnato con un pennarello rosso e la firma «i ragazzi della comunità di mamma Matilde». E’ quanto hanno trovato i medici dell’ospedale di Boscotrecase, Sant’Anna-Madonna della Neve ieri a pranzo su ogni scatole di cartone. All’interno una pizza. E’ il dono che i giovani della comunità di Torre Annunziata hanno voluto offrire ai camici bianchi che in queste ore si trovano a combattere in prima linea contro il Covid-19. I ragazzi della pizzeria, nata grazie ad un progetto dei salesiani per strappare i giovani alla camorra e insegnare loro un mestiere, hanno preparato più di trenta pizze, su ciascuna hanno lasciato un messaggio con un grazie per quanto stanno facendo in queste ore, da quando la struttura è stata individuata come centro esclusivo per i ricoveri di pazienti contagiati da coronavirus. Medici che da una settimana stanno provando a lanciare un appello perché impreparati a gestire l’emergenza e sopratutto senza mezzi a disposizione, partendo dai dispositivi di sicurezza personali come mascherine, calzari, tute, guanti. «Sappiamo quanto è difficile il mestiere di medico – spiega don Antonio Carbone – ma in questo periodo in quella struttura stanno dando il massimo tra mille difficoltà, medici che non si sono tirati indietro e che stanno rischiando in prima persona ed è per questo che abbiamo voluto mostrargli la nostra vicinanza». E ancora «L’idea è nata dai ragazzi – spiega ancora il parroco – e l’ho accolta subito. Hanno preparato più di trenta pizze e scritto un messaggio di ringraziamento per accompagnare ogni pizza. Un messaggio che ricorda Matilde Sorrentino, una madre uccisa dalla camorra solo per aver denunciato i pedofili di suo figlio. Una madre come le tante che sono in corsia e stanno provando ad allievare altre madri, donne coraggio come padri coraggio. Medici che sono uomini e donne ai quali va il nostro più grande supporto e grazie, è un momento difficile, e per tutti, ma bisogna avere fede». Don Antonio ha consegnato le pizze all’esterno della struttura ovviamente rispettando tutte le precauzioni, un dono che ha portato un raggio di sole nei corridoi di reparti dove il dolore e il rumore dei respiratori si alternano alla speranza che questo incubo finisca presto.