Meritocrazia Italia: «Non solo calcio ed eventi sportivi, ultimo grido di una catastrofe preannunciata»

Redazione,  

Mentre i professionisti dello sport attendono le disposizioni che permetteranno loro di riprendere a dare spettacolo, centri minori (quali palestre, piscine, centri di aggregazione, nidi per l’infanzia, centri di socialità, cultura ed arte e similari) dovranno fare i conti con un tracollo economico, derivante non solo dai mancati guadagni (attuali e potenziali), ma anche dal fatto che sono luoghi in cui non sarà possibile non creare assembramenti e/o garantire il distanziamento sociale. Infatti, tra i requisiti probabili per poter riaprire, sarà sicuramente indispensabile mantenere il divieto delle attività e delle lezioni di gruppo (ritenuto uno dei maggiori introiti), disporre igienizzazioni e pulizie costanti dei locali, attrezzi e spogliatoi, prevedere l’utilizzo obbligatorio di mascherine e guanti monouso e, soprattutto, garantire l’accesso a pochissime persone negli spazi comuni; tutto questo renderà antieconomica la riapertura, in virtù anche delle ingenti spese che normalmente vengono sostenute, come il pagamento dei canoni di locazione, personale, luce e gas, ecc. A ciò, inoltre, si aggiunga la drastica considerazione per cui i mesi intercorrenti tra marzo e giugno, coincidenti proprio con la chiusura forzata, sono notoriamente quelli con maggiore attività, mentre quelli da luglio a settembre, periodo in cui probabilmente sarà consentita la riapertura, sono sempre risultati quelli con minor affluenza. Lo scenario che si prospetta, dunque, è di tracollo totale e gli eventuali incassi non consentiranno neanche di coprire i costi di gestione, e quindi, la semplice sopravvivenza dell’attività. Per tutte queste realtà, una vera ripartenza economica potrà essere prevista solo a conclusione di ogni ipotesi di contagio. Questo è un problema di enorme rilevanza, che investe questa come altre numerose categorie che svolgono attività prevalentemente di aggregazione come i nidi per l’infanzia, i centri di socialità, di cultura, di apprendimento di arti, biblioteche, musei, attività artistiche e molte altre. Meritocrazia ritiene, dunque, necessari alcuni interventi normativi immediati a tutela di tale comparto e di tutti quelli fortemente penalizzati dalla inevitabile necessità di prolungare la chiusura fino alla data del contagio zero e pertanto propone alcuni suggerimenti indispensabili se si vuole evitare il fallimento di tante associazioni ed imprese. In particolare, Meritocrazia Italia auspica:  che vengano rese detraibili, nella dichiarazione dei redditi, le spese per le suddette attività senza limiti di età o di spesa; che vengano estesi e potenziati, fino al momento della riapertura dei centri, gli ammortizzatori sociali per i collaboratori delle aziende in ogni forma: dipendenti, partite IVA, contratti;  che vengano previsti contributi a “fondo perduto” (e non solo semplice prestiti), per far fronte alle necessarie disposizioni sanitarie anti-contagio ed alle necessità di ripresa ed avviamento;  che vengano estese al settore finanziamenti/prestiti con un tasso quasi prossimo allo zero e con ammortamenti per un periodo non inferiore ai 10 anni, al fine di consentire investimenti in formazione dei collaboratori, in innovazione tecnologica ed in consulenza;  che venga disposto un forte intervento per aiutare tale settore in relazione al pagamento delle utenze e dei canoni di locazione per i mesi di chiusura forzata, anche magari mediante concessione ai proprietari degli immobili di poter beneficiare di una detassazione di tutti gli oneri fiscali relativi alla propria proprietà; In tale prospettiva, allora, Meritocrazia Italia chiede l’attuazione di adeguate politiche di sostegno in ambito economico, fiscale e finanche organizzativo, trattandosi di attività di fondamentale importanza per la vita del Paese che meritano attenzione e valorizzazione.