Gli 80 anni di Peppino Gagliardi, voce rabbiosa di Napoli

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Gli 80 anni di Peppino Gagliardi, voce rabbiosa di Napoli

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Tonino Scala.

Nel 2006 Giuliano Palma & the Bluebeaters incisero una versione ska della bella canzone “Come le viole”. Fu un successo. Un grande successo. Quel testo struggente e melodico ebbe nuova vita. Di chi era? Di Peppino Gagliardi classe 1940. Tra poche settimane il prodigio napoletano compirà ottanta anni. Una carriera iniziata da bambino, quando con la fisarmonica allietava il suo quartiere, per poi passare al pianoforte dove un gruppo che giocava con il suo cognome, I Gagliardi, macinava successi nelle esibizioni dal vivo a Napoli e nei dintorni. Iniziò a scrivere musiche alle sue prime canzoni, i testi erano a firma di un suo amico Gaetano Amendola. Era il tempo delle etichette made in sud nella patria del festival di Napoli ed ecco il contratto con la Zeus. Il primo 45 giri passò inosservato, ‘A voce ‘e mamma, nonostante un’interpretazione decisamente di rottura per i tempi. Il successo però non tardò ad arrivare nel 1963 con “T’amo e t’amerò”. La sua interpretazione selvaggia, impulsiva, con una voce bruta e profonda, ma allo stesso tempo reale e sincera gli fece valicare i confini della Regione. Il successo fu tale che molti artisti, come Little Tony, cercarono di riproporlo, ma la versione del cantautore non aveva eguali. Un pezzo che contribuì alla crescita della stessa Zeus, che investì in voci giovani come Massimo Ranieri. Peppino Gagliardi si era imposto ormai a livello nazionale grazie alle sue partecipazioni ai Festival di Napoli nel 1964 con “Nisciuno ‘o ppo’ capì” scritta con Amendola e “Mparame a vule’ bene”, nel 1966 con “Scriveme” di Roberto Murolo e “Sole malato” di Pazzaglia e Modugno, “Sotte Stelle” di Murolo e Gagliardi. Nel 1969 la svolta con “O’ Scugnizzo” che si piazzò al terzo posto. Nel periodo dal 1965 al 1968 partecipò per tre volte al Festival di Sanremo: nel 1965 con “Ti credo”, in abbinamento con Timi Yuro, nel 1966 con “Se tu non fossi qui”, con Pat Boone e nel 1968 con Che vale per me, con Eartha Kitt. Il successo tornò con il brano “Che vuole questa musica stasera”, che divenne anche traccia musicale del film “Profumo di donna” di Dino Risi. Quest’ultimo brano ebbe enorme popolarità anche all’estero, soprattutto in Giappone, nel 2004 raggiunse la seconda posizione in classifica, sempre con l’interpretazione originale dell’epoca. Lo spartiacque artistico fu rappresentato però dal brano Settembre del 1970, che sì classificò seconda a “Un Disco per l’Estate”. Sempre in grado di mutare sè stesso, a Canzonissima del 1971 propose La Ballata dell’uomo in più, un brano in fortissima controtendenza rispetto alla sua musica e a quella del tempo. A Sanremo nel 1973 si classificò secondo con “Come un ragazzino”. Un augurio a Peppino e un grazie per la sua lunga carriera di melodie e di successi.