Opere pubbliche, commissariate i sindaci

Vincenzo Sica,  

Opere pubbliche, commissariate i sindaci

Vincenzo Sica*

Caro Direttore, partecipo volentieri al dibattito nella “Piazza” di Metropolis, con l’invito, già raccolto da autorevoli rappresentanti del nostro territorio, stimolato da un Tuo puntuale e condivisibile intervento. Consentimi, però, di farlo, anche al fine di evitare ripetizioni, con uno specifico riferimento, tratto da un mio approfondimento in tema di opere pubbliche, riportato sul mio blog vincenzosica.it. Leggiamo da più parti, che quanto sta accadendo, in tema di emergenza epidemiologica, che si è tradotta in emergenza sociale ed economica, destinata, questa sì, a crescere in maniera esponenziale, dovrebbe costringerci a rimetterci in discussione. Ma siamo certi che ciò stia diventando patrimonio di tutti, soprattutto di chi ha l’onere e l’onore di rappresentare il territorio? Ho forti perplessità! “L’Italia che rinasce, non potrà essere più l’Italia di prima. Per costruire un futuro equo e sostenibile, è necessario partire dal riconoscimento che molte cose non hanno funzionato. E’ essenziale che l’Italia colga l’opportunità che questa sfida impone.

Lo Stato, nelle sue diverse articolazioni, centrali e periferiche, dovrebbe operare a fianco delle organizzazioni produttive e professionali, impostando quel cambiamento strutturale del modello organizzativo, di cui l’Italia ha, oggi, più che mai, improvvisamente bisogno” (Fonte: Il Sole 24 ore). Ma le organizzazioni centrali e periferiche, sono caratterizzate da risorse umane e quando gli attori di questo cambiamento, non sono capaci, come la storia dimostra, occorre assumere decisioni più radicali. Condivido la Tua analisi, sul tema dell’incapacità, del qualunquismo e della demagogia. Nel merito, l’impulso viene da una notizia, pubblicata in questi giorni, rappresentativa, del solito tentativo, ripugnante, di manipolazione del consenso e di deformazione della verità, da parte di “protagonisti” della vita politica ed amministrativa. “Sono iniziati i carotaggi per la riqualificazione del Lungomare Oplonti a Torre Annunziata.

A riferirlo è stato Mario Casillo, capogruppo regionale Pd. Un investimento di 7,5 milioni di euro finanziato dalla Regione per la bonifica della spiaggia “Salera”, la realizzazione del parco urbano e per la pista ciclabile che attraverserà i Comuni di Pompei, Castellammare e Torre Annunziata. “Stiamo cercando di non fermare i nostri progetti in questo momento di emergenza”, ha affermato Luigi Ammendola, assessore ai lavori pubblici di Torre Annunziata. La passeggiata “romantica” dell’autorevole consigliere regionale e del pluridecorato assessore locale, unitamente all’ossequioso dirigente, nel “letamaio” e nella “discarica abusiva”, da me più volte denunciata, della “Salera”, ha suscitato curiosità.

Nel marzo del ‘16 l’area Salera viene sottoposta a sequestro giudiziario. Nell’aprile ‘16, il Comune approva il progetto di fattibilità tecnica economica di riqualificazione, trasmettendolo alla Regione per la copertura finanziaria. Sulle attività progettuali sono impegnati 4 tecnici comunali, tra cui il Rup Domenico Scarpa. Trascorrono 24 mesi e nel maggio del ‘18, la giunta approva il progetto definitivo del valore di 7,2 milioni. Nell’ottobre ‘18, si ottiene un’anticipazione, per spese di progettazione esecutiva per € 171.647,36. Nel maggio ‘19 (dopo 7 mesi) il dirigente avvia una procedura negoziata, per l’affidamento di un incarico professionale, finalizzato all’integrazione della progettazione definitiva ed esecutiva, del valore di circa 100mila euro. Ma il 10.7.2019 viene, apparentemente senza alcun morivo, revocato l’incarico a Domenico Scarpa e il dirigente Nunzio Ariano avoca a sé lo stesso incarico. Si avvia la procedura negoziata, che si sarebbe potuta tradurre, in tempi rapidi, in un incarico professionale sotto soglia, (40mila euro), che termina solo nel febbraio ‘20. Aggiudicataria risulta una Rti con sede a Qualiano il cui mandatario è Pasquale De Luca, che non conosco e al quale va tutto il mio rispetto professionale, per un corrispettivo di € 63.046,28 oltre Iva e contributi. Successivamente, il dirigente, considerato che: “la Salera presenta un ingente abbancamento di rifiuti” e che “l’Ati aggiudicataria, ai fini della redazione del progetto, ha fatto richiesta alla società X di un preventivo (per indagini ambientali e preliminari), affida alla stessa società segnalata, il servizio afferente alle indagini preliminari per € 39.700,00 oltre Iva a lordo di un “congruo” sconto del 2%, quindi per € 38.906,00 oltre Iva. Da qui, i roboanti annunci. Sulle piste ciclabili, poi, stendiamo un velo pietoso.

Sono trascorsi 48 mesi dal sequestro dell’area e siamo ancora alle indagini preliminari. Proviamo a immaginare quando e se, quest’opera pubblica potrà essere realizzata, nonostante la disponibilità delle risorse finanziarie? Quando mi dimisi dall’incarico di assessore al Comune di Pompei, dissi: “Così come il governo ha commissariato di fatto, il Grande Progetto Pompei, si prenda atto dell’incapacità degli amministratori locali e si provveda a commissariare anche i Comuni per queste competenze”. Lo confermo! Per la realizzazione di opere infrastrutturali occorrono poteri speciali, da conferirsi a soggetti diversi dai rappresentanti degli organi politici, ai quali rimane la fase di pianificazione, di programmazione e di procacciamento di risorse e diversi dai rappresentanti degli organi gestionali, purtroppo permeabili alle influenze degli eletti dal popolo. Condivido, in tal senso, l’analisi di Nino Femiani, il quale sostiene che l’esperienza emergenziale che stiamo vivendo e la chiara percezione dell’efficienza dimostrata dai vertici regionali e da molti sindaci, confermano che per l’esecuzione delle opere pubbliche più importanti, bisogna prevedere la nomina di commissari con poteri speciali e sindaci di territori omogenei. Questa è la lezione che stiamo avendo in Campania, dalla gestione dell’emergenza sanitaria e questo è l’intervento normativo che va strutturato, unitamente a una reale semplificazione delle procedure per eliminare l’eccesso di burocrazia, da sempre veicolo privilegiato per fenomeni di corruzione e di concussione. Diversamente, tutto tornerà come prima, anzi peggio di prima, attese le ripercussioni che l’emergenza avrà, sul tessuto produttivo, sociale ed occupazionale, determinando le migliori condizioni per l’evoluta e sempre più silente, infiltrazione della criminalità organizzata.

(*Commercialista)