Penisola, 6 sindaci uniti. La rete per la ricostruzione: «Lavoro, sociale e natura. Insieme con regole comuni»

Salvatore Dare,  

Penisola, 6 sindaci uniti. La rete per la ricostruzione: «Lavoro, sociale e natura. Insieme con regole comuni»

In mezzo Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento e Meta. Agli estremi Vico Equense e Massa Lubrense. Sei Comuni colpiti dal coronavirus e dalle sofferenze. E che tentano di reagire facendo sistema. E’ un obbligo morale evitare i campanilismi e cercare la via maestra del rilancio, soprattutto per il turismo, l’ambiente e per le fasce deboli. Tra questi ci sono i nuovi poveri, coloro che hanno perso il lavoro e non sanno come sbarcare il lunario, a iniziare da 10mila stagionali. Ecco perché mentre si attendono aiuti da governo e Regione, le amministrazioni varano una piattaforma anti Covid dopo anni di spot, promesse da marinaio e progetti flop. «Vogliamo scrivere una bella pagina di storia» dice il primo cittadino di Meta Giuseppe Tito, consigliere metropolitano e neo responsabile finanziario dell’assemblea dei Comuni della penisola sorrentina. Sì, i sei sindaci si sono “auto assegnati” delle deleghe da gestire e dovranno portare sul tavolo interventi e progetti ogni lunedì, quando si farà il punto della situazione. Giuseppe Cuomo (Sorrento) si occupa di turismo, Lorenzo Balducelli (Massa Lubrense) è il responsabile sviluppo, Andrea Buonocore (Vico Equense) è il coordinatore per i servizi sociali, Vincenzo Iaccarino (Piano di Sorrento) gestirà la sanità mentre Piergiorgio Sagristani (Sant’Agnello) curerà il delicato tema delle politiche ambientali.

Tito, in penisola sorrentina si è spesso parlato di Comune unico. Ipotesi sempre fallita. Perché ora bisogna credere che le amministrazioni lavoreranno assieme?

«E’ un momento drammatico, non ci sono scuse. Dobbiamo dare del nostro meglio e non ragionare come fossimo un mini condominio. Urge buonsenso. La penisola sorrentina è una realtà che vive delle stesse esigenze e degli stessi problemi. I confini comunali sono un dettaglio. Si deve parlare con una sola voce per avere più forza all’esterno: opzione incisiva è mirare a maggiore uniformità nelle regole da seguire anche per semplificare la vita dei cittadini e le attività degli operatori economici».

Quali sono i primi provvedimenti da assumere insieme?

«Si sono stabilite alcune linee guida. Gliele illustro».

Prego.

«In primis, parliamo di regolamenti ed ordinanze che, nei limiti del possibile, saranno espressione di un lavoro di sinergia e coordinamento tra tutti i Comuni. Anche la mobilità verrà interessata da questa cabina di regia. In questo frangente sarà importante avere una linea consortile pure su metodologie di riapertura di talune attività e di supporto economico a chi è in difficoltà. Ed è qui che viene un altro punto. Siamo al lavoro per individuare misure economiche da adottare a sostegno di famiglie ed imprese per assicurare una ripresa della domanda per beni e servizi. Lo faremo con iniziative comunali che faranno da supporto agli atti centrali e regionali. Cuomo in queste ore sta elaborando un dossier sul dramma turismo che finirà sulla scrivania del premier Giuseppe Conte e del governatore Vincenzo De Luca. Nel frattempo stiamo facendo i primi passi per la grande sfida ambientale che abbiamo dinanzi ai nostri occhi».

Sagristani l’aveva detto in pieno lockdown: «Serve cambiare modo di vivere». Che cosa farete per l’ambiente?

«La natura, dal mare alla montagna, abbisogna di una rinnovata e stringente opera di salvaguardia. Ci sarà un codice etico che impegnerà tutte le amministrazioni comunali ad adottare gli stessi progetti che possano preservare l’ecosistema rinato in questa lunga quarantena. Parleremo pure con gli ambientalisti. Non dobbiamo sprecare i doni della natura. Anche perché il segreto è questo: una penisola sorrentina più a misura d’uomo, rispettosa dell’ambiente e dunque più sicura, va ridisegnata ora per le future generazioni perché vi sono meno flussi. Sarà anche possibile accelerare il processo di ripartenza che dovrà essere sostenibile e mai caotico come era prima della pandemia».