Una libertà sostenibile

Vincenzo Marasco,  

Una libertà sostenibile

Vincenzo Marasco*

Fino a qualche mese fa non avremmo mai immaginato di poter vivere le difficoltà derivanti da una situazione restrittiva delle nostre Libertà soggettive. Forse nessuno di noi si sarebbe mai posto nemmeno la domanda di come sarebbe possibile affrontare un periodo di chiusura totale verso tutto e tutti, e di privazione di quel contatto fisico sociale, che è essenza del nostro quotidiano vivere. D’altronde non esisteva nessun motivo che ci avrebbe indotto a farlo: perché mai avremmo dovuto pensare ad una situazione di limitazioni che non sarebbe mai potuta appartenere al nostro tempo e al nostro essere contemporaneo di cittadini europei? In fondo la nostra Libertà l’abbiamo vista sempre come un nostro irrevocabile diritto, come una condizione sociale sacrosanta, che a prescindere, appartiene a tutti e il cui valore, si dice, che non abbia prezzo.

Su questo concetto, alla luce di quello che poi ci è piombato addosso, come un fulmine a ciel sereno, bisogna riflettere rileggendo i passi trascorsi della nostra Memoria storica, allora capiremo che un prezzo per la nostra Libertà lo abbiamo sempre pagato e in tanti casi è stato anche esoso! Ogni volta che mi assalgono dubbi sul presente, io faccio sempre ricorso alla forza che scaturita dalle conoscenze e dagli accadimenti che la nostra Memoria storica custodisce. Questo perché è sempre valido e fondato il concetto vichiano dei corsi e ricorsi storici che ci permettono, nella contemporaneità, di trarre insegnamenti dal passato, dalle esperienze di chi ci ha preceduto. E non è difficile trovare riscontro in eventi storici dove l’estenuante lotta per i valori insindacabili abbia richiesto anche l’estremo sacrificio. Qualcuno pensa che sia mera retorico, ma è sempre giusto ribadire che quella Libertà, di cui normalmente abbiamo goduto fino a qualche mese fa, spesso egoisticamente abusandone, ma che comunque riavremo, è il risultato di tanti sacrifici, sottolineo anche estremi, particolare che forse avevamo dimenticato. Per questo è importante in alcuni momenti rivisitare la Memoria storica.

Eppure oggi si è verificato che noi perdessimo quel nostro legittimo diritto di esercitare la nostra Libertà individuale. In un attimo siamo stati catapultati indietro nel tempo di decenni e nello stupore generale siamo stati fagocitati dal buio di “un buco” temporale – da un bug – che nel nostro immaginario avanguardista, e non è un’apologia, poteva appartenere solo ai ricordo dei nostri anziani, oppure alle conoscenze di coloro che, o per professione o per un proprio interesse personale, indagano la storia. Eppure è riaccaduto e non per le restrizioni di un ideale politico totalitario o per una guerra fratricida.

E la causa che ha caratterizzato inverosimilmente questi mesi di privazioni, di sofferenze e di speranza, che ci ha fatto capire quanto sia grande il valore della nostra Libertà, la conosciamo tutti. Tuttavia è bastata la tempesta scatenata da un essere microscopico, da un virus, che, come scritto dal direttore Schettino, è balzato dal buio come ospite del suo portatore, ad infliggere all’umanità e ai nostri stili di vita, quella battuta d’arresto da cui sono scaturite poi le tristi percezioni dello sconforto, dell’impotenza e della privazione del poterci muovere. Quante volte però abbiamo giocato distorcendo il concetto di Libertà fino a renderlo invasivo? Quante volte le nostre Libertà si sono scontrate ignobilmente con quelle leggi fisiche governate dalla Grande Madre? Anche questi sono altri punti su cui bisognerebbe riflettere, soprattutto perché è stata messa in discussione la nostra Libertà e ci siamo sentiti davvero piccoli, ma tanto piccoli.

Allora io penso che un giorno, ripercorrendo la nostra Memoria storica e ripensando a quanto ci è accaduto, come in ogni battaglia sostenuta dal genere umano per la conquista di quel sacrosanto diritto di Libertà, avremo il dovere di ricordare gli eroi di oggi che si sono sacrificati per restituirci il nostro irrinunciabile diritto di essere libero. A conclusione, dobbiamo in ogni modo convincerci che solo facendo tesoro di questo triste frangente storico, migliorandoci e tenendo presente che anche noi siamo soggetti a quelle dinamiche naturali super partes governate dalla Grande Madre, benigna e matrigna qual si voglia, possiamo essere in grado di vivere la nostra Libertà in un modo più sostenibile e riguardoso. Ciò è auspicabile.

(*Presidente Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno”)