Immortale Bob Dylan, nuovo album per i suoi 79 anni: in anteprima il singolo “False Prophet”.

Immortale Bob Dylan, nuovo album per i suoi 79 anni: in anteprima il singolo “False Prophet”.
speaks onstage during the AFI Life Achievement Award: A Tribute to Michael Douglas at Sony Pictures Studios on June 11, 2009 in Culver City, California.

Rocco Traisci. Inserito nella ristretta lista degli immortali, tra quelli che hanno già fatto i conti con la vita e la memoria, Bob Dylan continua a scrivere e suonare grandi canzoni. Il prossimo 24 maggio compirà 79 anni e per l’occasione si è regalato (e di riflesso ha regalato anche ai fan) un nuovo disco di inediti. Otto anni dopo l’ultimo lavoro, il 19 giugno esce infatti “Rough and Rowdy Ways” (Columbia Records), composto da 10 tracce, che verrà pubblicato in formato doppio CD, doppio vinile e digitale (in anteprima è disponibile intanto il singolo “False Prophet”). L’annuncio arriva dopo la recente uscita di altri due brani che saranno contenuti nel disco: “I Contain Multitudes”, canzone di apertura dell’album, e “Murder Most Foul”, un brano epico della durata di quasi 17 minuti, che, nel formato doppio cd, sarà presente come unica traccia. “Rough And Rowdy Ways” è il primo album di inediti di Bob Dylan da quando, unico cantautore, ha ricevuto il Nobel per la Letteratura nel 2016, per “aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”. Bob Dylan ha venduto oltre 125 milioni di dischi in tutto il mondo e Rough And Rowdy Ways è il 39/o album in studio dell’artista.Secondo il biografo e critico musicale Piero Scaruffi “pochi musicisti hanno avuto tanta influenza sulla musica rock (e sul costume del suo tempo) come Bob Dylan. Fu almeno due cose per la sua generazione: prima il folksinger a ruota libera, che accusava i ‘masters of war’ e aizzava le folle dei sit-in, e poi il musicista che invento` il folk-rock e ne fece un’arte barocca”.Ma tutti sono concordi su un unico punto: Dylan – al secolo Robert Zimmerman – è forse l’unico vero “mito” della storia del rock. Non a caso “le maggiori influenze su Dylan – scrive ancora Scaruffi su History of Rock Music – furono la Bibbia, le leggende della Frontiera e poeti epici come Walt Whitman. Un mito davvero ‘americano’: non Omero o Dante o Shakespeare, ma gli strumenti intellettuali dei pionieri, delle carovane, dei coloni. Bob Dylan discende dagli imbonitori e dai predicatori delle praterie, non dagli attori tragici di London. Dylan si misura con i profeti dell’antica Palestina e con i vagabondi della Frontiera. Come loro, Dylan era prima di tutto un mitomane, un uomo illuminato da Dio lungo la retta via per guidare il suo popolo lungo la stessa via. La sua musica è pura mitologica”.Tante le leggende che Dylan si porta dietro da più di cinquant’anni. Secondo alcune testimonianze dell’epoca, riportate da biografi e cronisti musicali, il 25 luglio 1965, al Newport Folk Festival, Bob Dylan suonò una chitarra elettrica in pubblico per la prima volta in assoluto e con una band al seguito, un sacrilegio secondo le regole del folk. Infatti pare che il cantautore Pete Seeger, una volta resosi conto di ciò che stava accadendo, abbia impugnato un’ascia con l’intento di tranciare i cavi, pur non riuscendoci. In un’intervista del 2013, però, Seeger smentì il fatto.