Senza la nautica falliremo

Franco Zagaroli,  

Senza la nautica falliremo

Franco Zagaroli*

Egregio Direttore, anche in questa circostanza, fatta di privazioni, rinunce e speranze, in cui il coronavirus ha oscurato,in gran parte, qualsiasi altra notizia, mi permetto dire che nella rappresentazione degli accadimenti c’è stata una voluta assenza in relazione alle decantate necessità di tutti i cittadini. Nessun giornale stampato o telegiornale, parla della nautica da diporto che registra un crollo dell’ottanta per cento del settore che impiega circa 22mila addetti ed attiva una filiera che registra circa 180 mila occupati e miliardi di Pil, e che rappresenta per tanti, una terapia importante soprattutto in un momento come questo. La città di Castellammare di Stabia, negli anni 80, riprogrammò il suo sviluppo, forse non proprio urbanisticamente illuminato, ma considerò giustamente il turismo, una fonte importante ed inesauribile di risorse per la comunità dell’oggi, ma anche per quella del domani, da affiancare allo sviluppo termale-industriale. Infatti, con il programma Tess, diede vita ad una trasformazione del suo territorio che portò, come viatico, un albergo di prestigio al posto del cementificio di Pozzano, ed il Porto Turistico Marina di Stabia alla foce del Sarno.

La cantieristica, come è noto, è in crisi con crescente tensione e preoccupazione; Le terme di Stabia sono in una condizione difficile, il turismo ed il commercio non si discosta dalla crisi spaventosa dell’intera nazione, l’industria manifatturiera, quel poco che resta dopo la crisi della globalizzazione, la industria floreale e quella agricola, la pesca ed altre, tutte, sono in sofferenza benché molte di esse sono assistite e sostenute dallo Stato, l’unica che non pesa alle Istituzioni, pur ricevendo in cambio occupazioni e risorse, la nautica da diporto, che viene completamente ignorata, facendo aumentare inutilmente la criticità che vivono i cittadini.

Forse, questa voluta disattenzione, la si deve attribuire ad un senso di colpa, ma non è così, la nautica, come qualsiasi altro sport, è passione e solo passione, al punto tale che chi c’è dentro, non sempre, ma alle volte fa sacrifici pur di sostenere il possesso anche di una piccola imbarcazione. Infatti, proprio per quella passione, dopo circa due mesi ho avvertito forte il desiderio di verificare se la mia imbarcazione di 8 metri, ormeggiata nel Porto Turistico di Castellammare di Stabia, aveva necessità di piccoli lavori di ormeggio, o di manutenzione. Per le imbarcazioni in acqua, si consiglia di mettere in moto i motori ogni 15 giorni per non avere seri danni ai motori! Dovendo fare una importante commissione vicino al Porto Turistico, ho ritenuto opportuno entrare per le verifiche di cui innanzi.

Sono stato fermato da una pattuglia della Polizia che mi ha elevato contravvenzione perché fuori dal mio Comune di residenza, insieme al mio amico che mi accompagnava con la sua auto. Ho cercato di spiegare che il Porto è una struttura territoriale che serve anche ai cittadini di Gragnano, oltre a quelli di Castellammare, e altre comunità, che hanno in acqua i loro natanti, per cui non mi sentivo fuori dal mio Comune di residenza ma integrato per la presenza di una mia imbarcazione con regolare contratto di ormeggio. Nulla da fare… anzi mi trovo con un ulteriore ordine di quarantena, in aggiunta a quello che abbiamo tutti. Io non credo che non ci siano problemi per far ripartire la nautica da diporto, ma se non se ne parla affatto, è certamente un problema.

Si discute delle varie, articolate e fantasiose possibilità di fare i bagni di mare sulle spiagge, con i problemi che essi producono, e non si parla di un settore sano che, con le precauzioni del caso, è certamente immune da possibili occasionali contatti, se non voluti o cercati. Signori delle Istituzioni, sappiate che c’è anche questo settore che deve avere la sua necessaria riflessione e decisione, al quale non sono legati solo i desideri degli armatori, piccoli e grandi, ma anche un indotto importante della economia della Nazione che, a chi l’avesse dimenticato, ha ben 8000mila chilometri di coste,e tanti porti che, per il turismo in genere, è una risorsa importante degli esercizi industriali, commerciali, turistici e del terziario non solo dei cittadini italiani, ma di tutti i coloro che vengono in Italia a trascorrere i loro periodi di riposo. Si spera pertanto che la presente sollecitazione possa contribuire, nel più breve tempo possibile, a definire con le categorie interessate, in sicurezza, in che forma ed in che modo, riprendere e ridare fiato al settore della nautica da diporto.

(*Ex sindaco di Gragnano e presidente Provincia di Napoli)