Terzigno, il voto dopo la paura: il Covid ha «rafforzato» Ranieri. Incognita Lega, sparito il M5S

Andrea Ripa,  

Terzigno, il voto dopo la paura: il Covid ha «rafforzato» Ranieri. Incognita Lega, sparito il M5S

Terzigno. La fase 2 della politica a Terzigno è cominciata molto prima del 4 maggio. I summit nelle pizzerie o nelle case di aspiranti candidati a strappare uno scranno in consiglio comunale hanno lasciato spazio alle chat di gruppo e alle conference call che in piena pandemia da Coronavirus hanno consentito ai politici di tenere in caldo trattative e programmi da presentare alle prossime elezioni amministrative. Sia che si voti a luglio, come paventato negli ultimi giorni, sia che si voti in autunno. Terzigno tornerà alle urne dopo il quinquennio targato Francesco Ranieri.

Il democristiano di ferro, allievo dell’ex ministro Paolo Cirino Pomicino, resta l’uomo da battere. Si ricandiderà, dopo la corsa flop a Palazzo Madama del marzo 2018, con una coalizione civica per assicurarsi nuovamente la poltrona più importante del palazzo comunale di via Gionti. Al suo fianco gran parte della squadra che lo ha sostenuto durante i cinque anni. Dal gruppo di consiglieri che fa capo alla democrat dell’ultima ora, Genny Falciano, a quello del leader di Fratelli d’Italia, Giuseppe De Simone. Al suo fianco anche le “stampelle” della maggioranza, Tina Ambrosio e Pasquale Ciaravola che hanno consentito a Ranieri di arrivare fino in fondo al mandato dopo la bufera del dicembre 2017. Rispetto a 5 anni fa non godrà dell’appoggio di Franco Nappo, ex vicesindaco nel frattempo passato al Pd e ora pronto a mettere in piedi una coalizione civica di estrazione di centrosinistra con il sostegno di Carlo Vaiano, un tempo indicato come il candidato sindaco dem e poi messo da parte.

A guidare la coalizione potrebbe essere invece l’avvocato Angelo Bianco, un nome circolato in città nelle ultime settimane e che potrebbe mettere d’accordo anche i renziani di Italia Viva. Chi s’è invece definitivamente staccato dal Pd è Vincenzo Aquino, di fede “martiniana”, che ha abbandonato le logiche di partito sin dal ribaltone interno al gruppo che ha sancito l’elezione di Gaetano Miranda come segretario democrat. Aquino – già candidato sindaco nel 2015 con alle spalle il simbolo del Pd – guiderà, anche lui, una coalizione civica. Per molti una grossa «ammucchiata» capace di abbracciare più forze politiche. Al fianco dell’avvocato in fuga dal Pd ci saranno il senatore ed ex sindaco, Domenico Auricchio, e il «grande dissidente» della maggioranza, Salvatore Carillo. I due hanno già siglato un documento in cui lo indicano come il prossimo candidato sindaco. A destra restano le grandi incognite.
Mentre a livello nazionale si lavora per un’unità di intenti tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, all’ombra del Vesuvio la sensazione è che sarà una destra a brandelli che si “riciclerà” nelle varie coalizioni. Una parte di simpatizzanti di Giorgia Meloni appoggeranno Ranieri, un’altra la possibile candidatura della «filo-leghista» Maddalena Nappo, uno dei tanti nomi nuovi della politica locale. La professionista e la first lady di Forza Italia in consiglio comunale, Maria Grazia Sabella, guideranno quella s’appresta a essere una «coalizione rosa». Nappo potrebbe essere la candidata alla carica di sindaco, ma le trattative sono ancora aperte.

E infine la grande incognita: Forza Italia, un tempo il primo partito di Terzigno. Stefano Pagano, leader in consiglio comunale, potrebbe essere la sorpresa e ritentare la scalata alla carica di sindaco. Gode dell’appoggio del coordinatore cittadino, Felice Avino. Ma la nomina a nel gruppo di coordinamento provinciale dell’ex segretario, Serafino Ambrosio, potrebbe stravolgere gli equilibri anche a livello locale. E il M5S? Non pervenuto. Come negli ultimi 5 anni del resto. Dopo la figuraccia alle amministrative del 2015 i grillini potrebbero sparire. Di nuovo.

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