Sisma bonus, ultima chance

Michele Di Lorenzo,  

Sisma bonus, ultima chance

Michele Di Lorenzo*

Seppure confinati in casa, soggetti alle misure per il contenimento della Pandemia e proiettati ormai in un “mondo nuovo e diverso” alla ricerca di una ancora non ben definita “nuova normalità”, abbiamo maturato il convincimento che anche stampando carta moneta all’infinito, non potremmo mai fare affidamento su nessuna economia di carta, capace di farci uscire dalla Crisi. Sappiamo altresì che quando usciremo da questo tunnel, misto di smarrimento e di angoscia, ci ritroveremo a misurarci con una situazione sociale ed economica tipica delle peggiori emergenze post-belliche. La mancata ripartenza, anche in tempi brevi, potrebbe rimettere in discussione anche il mantenimento del nostro acquisito livello e tenore di vita. Pertanto per la fase 2 di ripartenza economica di cui al Decreto Rilancio, già “Decreto Maggio” ed ex Decreto Aprile”, propongo alcune osservazioni in merito agli interventi previsti per l’Ecobonus e Sismabonus.

Le osservazioni proposte, ovvero effettuare gli interventi di miglioramento sismico (previsti con il Sismabonus) prioritariamente agli interventi per il contenimento dei consumi energetici (ecobonus) o la sistemazione delle facciate (decreto facciate), permetterebbero la ripresa economica coniugando altresì la messa in sicurezza con un conseguente incremento del valore economico dei fabbricati. In qualità di senatore dell’ordine degli Ingegneri della provincia di Napoli, propongo la seguente osservazione al “Decreto Rilancio”: “Per gli edifici ultimati da più di 50 anni, subordinare gli interventi previsti dall’Ecobonus soltanto a eseguito dei lavori di miglioramento statico (già previsti con il Sismabonus)”.

La proposta coniugherebbe la ripresa economica con la messa in sicurezza (e conseguente incremento nel tempo della quotazione economica) dei fabbricati. Giova ricordare che per la larga maggioranza dei fabbricati (costruiti nel periodo post bellico secondo la normativa all’epoca vigente – Regio Decreto N.2239 del 1939 – senza una normativa sismica di riferimento e senza un deposito certificato), non conosciamo i grafici esecutivi, i particolari costruttivi, le caratteristiche dei materiali impiegati e cosa ben più grave, non abbiamo contezza delle varie modifiche apportate nel corso dei decenni. Osserviamo che sono operative già da diversi anni, lodevoli iniziative (Direttiva 20 20 20’ dell’UE, Incentivi previsti dall’Ecobonus, Obbligo dell’APE), tutte rivolte al contrasto ai cambiamenti climatici ma sempre nella totale assenza di attenzione per la sicurezza strutturale. Tale paradossale situazione ha procurato e continua a procurare, conseguenze negative anche ai lavori di Ristrutturazione. Difatti negli interventi di posa in opera di isolamenti a cappotto, incentivati dall’Ecobonus, il montaggio dei pannelli fascia completamente le strutture portanti, (delle quali non abbiamo nessuna Conoscenza e sulle quali, ad oggi, non siamo obbligati ad eseguire nessuna verifica), con la conseguenza di occultare un eventuale principio di quadri fessurativi. Con interventi di questo tipo, realizziamo il classico rimedio peggiore del male e non per un tempo limitato, bensì a vita.

Nel nostro Paese, considerato ormai consapevolmente per intero a rischio sismico, non possiamo più abdicare all’inderogabile principio di precauzione e neppure a quello del buon senso, sia in merito alla sicurezza strutturale che all’oggettiva distruzione di risorse economiche, pubbliche e private in merito agli interventi di ristrutturazione, così come ancora oggi risultano concepiti, progettati ed eseguiti. Il perseverare con tali metodologie nella conduzione dei lavori di ristrutturazione, allo stato attuale delle conoscenze sui materiali innovativi e alla luce dell’evoluzione delle normative vigenti, ci farebbe passare dall’attuale stato di negligente silenzio, ad un ben più grave colpevole silenzio. Siamo tutti consapevoli che l’indifferenza, unita alla mancanza di manutenzione, provoca nel tempo danni più gravi delle stesse calamità naturali.

(*Senatore dell’ordine degli Ingegneri della provincia di Napoli)