Mario Memoli

Ha la milza spappolata, donna di Pompei partorisce a Nocera. Indagini per capire se c’è stata violenza a casa

Mario Memoli,  

Ha la milza spappolata, donna di Pompei partorisce a Nocera. Indagini per capire se c’è stata violenza a casa

In ospedale a Nocera Inferiore A. A., ci è arrivata accompagnata dalla madre, avendo dei lancinanti dolori alla pancia. Quel suo stato fisico precario aveva indotto i medici a farla partorire con il cesareo (la gravidanza era alla 35esima settimana) ma durante l’intervento ginecologico hanno scoperto che la 32enne di Pompei aveva la milza spappolata. La perdita di sangue, quindi, non era dovuta alla rottura della placenta ma all’organo lesionato. La donna era finita in Rianimazione, estubata solo martedì a tarda sera, mentre il bimbo che aveva in grembo (una femminuccia di circa otto mesi) si trova adesso nella terapia intensiva del reparto neonatale dell’ospedale Umberto I.

L’intervento dei medici del nosocomio nocerino è risultato alla fine determinante per la salvezza sia della madre che della figlia. Fin qui il lato strettamente sanitario di una vicenda che presenta molti punti ancora tutti da chiarire. Restano infatti tutti i dubbi su come la donna di Pompei abbia potuto spappolarsi la milza tra le mura domestiche. Nella mattinata di martedì, appena alzatasi dal letto, avrebbe iniziato ad accusare dei forti dolori allo stomaco, da qui la decisione di chiamare la madre e farsi accompagnare in ospedale a Nocera Inferiore a bordo di un’auto, dal momento che il marito si trovava a lavorare. Del caso sono stati avvertiti i carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore che hanno avviato una attività di indagine proprio in merito alla condizione fisica con cui la donna di Pompei è arrivata all’Umberto I. Solo quando sarà nelle possibilità di poter parlare (è in rianimazione da martedì sera) il quadro della situazione potrebbe essere più chiaro e delineato. Nel frattempo diverse sono le ipotesi su cui si potrebbe ragionare. A cominciare dallo spappolamento della milza, forse avvenuto tempo fa (magari a causa di un incidente) e acuito con il passare dei mesi dalla gravidanza della stessa donna. Così come potrebbe trattarsi di una caduta in casa avvenuta di recente. Oppure, ed è questa l’ipotesi più inquietante, di un’aggressione subita. Questa ultima possibilità quindi potrebbe aprire scenari di ben altra natura.

Solo la 32enne pompeiana potrà svelare il mistero, non appena sarà in condizioni cliniche sufficientemente stabili da poter reggere un colloquio con gli uomini delle forze dell’ordine. Di certo si sa che la 32enne ha avvertito dolori nelle prime ore della giornata di martedì quando ha deciso di farsi accompagnare in ospedale dal genitore a bordo di un’auto di famiglia. E grazie ad un importante intervento multidisciplinare effettuato dai chirurghi Mastrorilli e Meccariello, dai ginecologi Lupi, Ruggiero e De Somma e dal rianimatore Papa, la vita della donna e quella della bambina sono stati messi al sicuro. Per ora il giallo delle condizioni in cui è arrivata all’ospedale, resta tale. Ma presto potrebbe essere la stessa 32enne a fare chiarezza su quanto le è successo.