Un mare di divieti sulle nostre spiagge, protesta dei balneari: «Così non funzionerà»

Salvatore Dare,  

Un mare di divieti sulle nostre spiagge, protesta dei balneari: «Così non funzionerà»

Al momento sono soltanto indicazioni. Ma il timore, secondo gli operatori balneari, è che possano essere tramutate in vere e proprie disposizioni. Sono quelle contenute nei documenti tecnici di Inail-Iss che, in due dossier, ipotizzano le prescrizioni da seguire negli stabilimenti a partire da giugno. Sia chiaro: sono analisi di rischio e snocciolano le misure di contenimento del contagio nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia. La tensione, manco a dirlo, è alle stelle, soprattutto in giorni di caldo che invoglia ad andare al mare.

Piscine e ombrelloni

Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia, si legge nei documenti, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. È opportuno anche privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata. Da evitare la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento.

Lettini, sdraio e cabine

Per lettini e sdraio non posizionati sotto l’ombrellone dovrà essere garantita la distanza di almeno due metri. La distanza minima tra le file degli ombrelloni sarà pari a cinque metri mentre sarà di 4,5 metri sulla stessa fila. Sdraio e lettini dovranno essere distanti di almeno due metri e le distanze potranno «essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante». Per le cabine, va vietato l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare o per soggetti che condividano la medesima unità abitativa. E’ da vietare – si legge nel documento – l’attività ludico sportiva, i giochi di gruppo, le feste e gli eventi. Saranno chiuse le piscine e per la fruizione di servizi igienici e docce andrà rispettato il distanziamento sociale di almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni.

Prenotazioni e fasce orarie

Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara.

Bimbi in spiaggia

C’è di più. Va garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze si legge nel documento Inail-Iss sulla balneazione e gli stabilimenti balneari. Nel documento si ricorda anche che bisogna nel complesso «evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura».

Spiagge libere

Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge libere «dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione, individuando quelle più idonee ed efficaci». Vanno affissi nei punti di accesso alle spiagge libere -cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento. Va mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), – con posizionamento di nastri – che sarà codificato rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l’aggregazione. Tale previsione permetterà di individuare il massimo di capienza della spiaggia anche definendo turnazioni orarie e di prenotare gli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line. Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio. Dovranno poi «essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti». Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti. È opportuno, conclude il documento, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale formato, valutando la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settor. E il salvamento a mare? In caso di necessità, bisogna evitare la respirazione bocca a bocca. «Si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni)».

I balneari protestano

«Sono ipotesi impraticabili per il nostro litorale». Le possibili prescrizioni di Inail-Iss per i lidi fa imbestialire i balneari. «Spero che della materia se ne occupi la Regione che conosce il territorio e la conformazione delle coste e degli arenili» dice Francesco Leonelli, dell’omonimo lido di Sorrento. «Ci sono troppe variabili e incognite che si possono risolvere solo dal sindaco di ogni località in sinergia coi lidi. Attendo il testo finale» sostiene Corrado Soldatini, del lido Metamare di Meta. «Abbiamo già chiesto modifiche e la Regione deve avere voce in capitolo sulle misure perché così riaprire è difficile» aggiunge Francesco Schisano, del lido Marameo di Sorrento. «Ci sono troppe restrizioni e sarà difficile organizzarsi: le nostre spiagge sono molto grandi e riusciremo in qualche modo a muoverci» spiega Alfredo Vitagliano, del lido Azzurro di Torre Annunziata. «Abbiamo iniziato a sanificare la spiaggia e la struttura che è in fase di montaggio – spiega Fausto Lunella, del Lido Tritone di Torre del Greco -. Ci lascia perplessi non sapere, a pochi giorni dalla data di riapertura, cosa dobbiamo fare». Francesco La Vela, titolare La Vela Beach Club di Torre del Greco, sottolinea: «Abbiamo sentito cose folli nelle scorse settimane e ci auguriamo che i provvedimenti vengano presi con intelligenza». «Dobbiamo andare avanti con senso di collaborazione – dice Bruno Mongelli, de Lo Scoglio di Castellammare – Ma ci sono tante incognite, pure su come montare». «Stiamo pensando a isolotti in vetroresina e studiando il corretto distanziamento tra i lettini» rivela Gemma Rocchi titolare del beach club “Le Ondine” di Capri.