Tiziano Valle

Ex Area Cirio. Il progetto delle case era già tramontato:  Greco fece scadere i permessi

Tiziano Valle,  

Ex Area Cirio. Il progetto delle case era già tramontato:  Greco fece scadere i permessi

Le case nell’ex fabbrica della Cirio non si faranno. Lo scorso 11 marzo, l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, ha notificato alla Polgre 2000 la decadenza della concessione edilizia e dell’intera procedura.E’ stata la stessa società a decidere di lasciar perdere un progetto finito al centro dell’inchiesta che ha portato all’arresto di sei persone e alla richiesta dei domiciliari di due parlamentari: Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro. Lo scorso 10 gennaio 2020, il dirigente all’Urbanistica, Giuseppe Terracciano, ha concesso alla società – dei soci di maggioranza Greco e Polese – trenta giorni di tempo per saldare gli oneri di urbanizzazione (circa due milioni di euro) e alcuni documenti propedeutici per il rilascio del permesso a costruire. La società, nel frattempo finita nella bufera, ha lasciato scadere i termini, evitando anche qualche grattacapo all’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Cimmino e ai dirigenti che non avrebbero potuto opporsi.

Non a caso – al netto dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata – il dirigente all’Urbanistica del Comune di Castellammare di Stabia, Giuseppe Terracciano, in una relazione illustrata in consiglio comunale parlò di una «procedura legittima».In pratica dal punto di vista delle “carte” l’attività amministrativa messa in campo per il progetto di riconversione dell’area Cirio era inappuntabile. Di come si è arrivati a ottenere quei documenti, a seguito delle indagini condotte dagli 007, se ne occuperà ora la giustizia.C’è dell’altro: quella ricognizione fatta dal dirigente all’Urbanistica in realtà mise in evidenza che fosse il Comune di Castellammare di Stabia a essere inadempiente, in quanto non aveva mai comunicato alla società proprietaria dell’ex area Cirio i tempi utili per saldare gli oneri accessori, necessari per il rilascio del permesso a costruire.Com’è possibile che dal 15 aprile 2016 (giorno in cui viene firmata la determina commissariale che dà il via libera al progetto) si sia arrivati al 10 gennaio 2020 per formalizzare la richiesta di saldare gli oneri accessori? E com’è possibile che le amministrazioni e i commissari prefettizi che si sono susseguiti in questo periodo non si siano posti il problema di mettere le mani nelle carte del più importante progetto di riconversione che riguarda Castellammare di Stabia? Domande a cui oggi non ci sono risposte, a meno che non ci si voglia avventurare in altri presunti rapporti che Greco abbia potuto intrattenere con gli esponenti della politica locale in questi anni.Vediamo.

Nell’aprile 2016, quando viene rilasciata la concessione edilizia alla Polgre, a guidare il Comune di Castellammare di Stabia è il commissario prefettizio Claudio Vaccaro, nominato dopo la sfiducia all’ex sindaco Nicola Cuomo. Vaccaro resterà ancora per poco, perché il 19 giugno 2016 viene eletto sindaco Antonio Pannullo sostenuto dal Partito Democratico e da Area Civica, un gruppo che contava quattro liste. Trascorre quasi un anno e il 5 aprile 2017 la Polgre 2000 formalizza una richiesta di proroga del termine per il ritiro del permesso a costruire. La questione finisce quasi nel dimenticatoio, tant’è vero che non si ricordano atti d’indirizzo o provvedimenti da parte del sindaco e della sua giunta inerenti alla vicenda Cirio. Solo dopo una pesante rottura tra Pd e Area Civica, che porta anche un rimpasto in giunta viene approvata una delibera a firma dell’assessore all’Urbanistica Pino Rubino (espressione del gruppo dei “casilliani” capitanati da Francesco Iovino, figlio di Gennaro indagato per traffico d’influenze nell’affare Cirio) che abbatte il prezzo per la vendita degli appartamenti destinati all’housing sociale. Poche settimane dopo il sindaco Antonio Pannullo sarà sfiduciato e – stando a quanto emerge anche da alcuni video registrati nella successiva campagna elettorale – anche con la regia di alcuni ex componenti del Partito Democratico.A giugno 2018 a salire in sella è l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Gaetano Cimmino, ma anche qui prima che venga affrontata la questione della riconversione della Cirio trascorre più di un anno, perché solo a marzo 2019 – e a seguito dell’inchiesta Olimpo che ha coinvolto Adolfo Greco – il Comune mette mano alla vicenda dei permessi.