Giovanna Salvati

Negozi rilevati per 2000 €. I clan si arricchiscono col virus

Giovanna Salvati,  

Negozi rilevati per 2000 €. I clan si arricchiscono col virus

L’incubo delle bollette infilate sotto la saracinesca chiusa,gli affitti arretrati che prima o poi vanno pagati. E ancora i fornitori, la merce da pagare. I conti che non tornano mai. Poi ci sono loro. I soldati della camorra. Gli avvoltoi della crisi che con una manciata di euro si portano via annidi sacrifici, impegno, sudore. La criminalità organizzata sta rialzando la testa. E tra Torre Annunziata e Boscoreale la situazione sta diventando esplosiva. Due città che nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine continuano ad essere soffocate dalla criminalità organizzata. Due città dove la camorra, la maledetta camorra, ha messo le mani su tutto, arrivando a scippare anche i sogni degli imprenditori locali. E’ quanto stanno cercando di ricostruire gli investigatori.

I fari dell’Antimafia si sono accesi sulle due città dopo alcune segnalazioni arrivate dalle forze dell’ordine locali che, notando alcuni cambiamenti post lockdown e facendo una serie di riscontri, hanno trovato il cartello «chiuso per rinnovo»su diverse saracinesche.Si tratta, secondo un primo censimento, di dieci attività commerciali che vedono a dettaglio diversi prodotti:serranda chiusa per tre negozio di abbigliamento, un fruttivendolo, una merceria,tre negozi di alimentari e d i prodotti per la casa, due di bujutteria. I proprietari hanno venduto le attività commerciali a terzi, e in alcuni casi l’acquirente è sempre lo stesso. Una coincidenza che non convince i militari tanto da aver deciso di accendere così i riflettori sulla vicenda.Secondo i primi accertamenti il sistema di acquisto-vendita è uguale in tutti i casi. E il copione,ovviamente, è sempre lo stesso. Il titolare del negozio che era in affitto viene liquidato con la scusa che non può dilatare in rate gli affitti precedentemente sospesi,mettendo così in difficoltà il negoziante che non avendo liquidità e con il peso di tasse e fornitori sulle spalle cede e decide di chiudere l’attività.A questo punto interviene l’acquirente. Il nuovo “compratore”contatta il proprietario.Viene offerta una somma all’uomo che alla vista del contante cede alla tentazione e vende il locale per poche migliaia di euro. Sa bene che di fronte non c’è un uomo per bene e seppur in cravatta quello è un uomo del clan.

Un affare per la camorra che gestirà così l’immobile. I clan scippano in questo modo – secondo gli inquirenti – la voglia di risorgere, rubano fette di territorio, gli spazi con i tentacoli che continuano a uccidere le città che provano a ribellarsi. Impossibile anche per i commercianti provare a rifiutare l’offerta. I locali ceduti alla camorra – secondo quanto sta emergendo dall’inchiesta lampo – sono per ora dieci, ma il timore delle forze dell’ordine è che il numero possa continuare a lievitare.Un effetto annunciato della terrificante crisi economica venuta fuori dall’emergenza sanitaria. Il virus, infatti,ha impoverito le imprese e aperto delle autostrade per la camorra, pronte a insinuarsi tra le crepe di un tessuto sociale mai così sconnesso e lacerato. Un’emergenza che al Sud e in questa zona della provincia di Napoli rischia di assumere i contorni della catastrofe.

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