Avvocato-capo, escluso il «favorito» del sindaco Palomba: in bilico il concorso a Torre del Greco

Alberto Dortucci,  

Avvocato-capo, escluso il «favorito» del sindaco Palomba: in bilico il concorso a Torre del Greco

Torre del Greco. La commissione esaminatrice esclude il «candidato favorito» e il sindaco Giovanni Palomba valuta la possibilità di lasciare vuota la poltrona da centomila euro destinata al dirigente del settore affari legali del Comune. Non c’è pace per la carica di Avvocato Capo dell’ente di palazzo Baronale: a sei mesi dalle dimissioni presentate da Antonioluigi Iacomino – nominato a gennaio del 2019, al termine di una procedura costellata di polemiche e veleni – un nuovo colpo di scena rischia di scatenare fibrillazioni e malumori tra gli alleati dello storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio. Perché Gaetano Coccoli – attuale consulente giuridico del primo cittadino, fresco di rinnovo del contratto fino al 31 maggio – risulta tra i sei concorrenti esclusi per mancanza di requisiti.

La tagliola della commissione

Come già accaduto in varie occasioni durante i due primi anni di mandato, la carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle elezioni avvelenate del giugno 2018 non è riuscita a fare quadrare i propri conti. Stavolta, tuttavia, le solite liti tra gli alleati non c’entrano: l’intesa politica sul nome dell’ex candidato sindaco di Pompei – portato a Torre del Greco dall’attuale assessore al bilancio Gennaro Granato – era stato chiuso, ma a «rovinare» i piani di Giovanni Palomba & company è stata la commissione esaminatrice chiamata a valutare i requisiti degli aspiranti alla carica di dirigente del settore affari legali del Comune. L’organismo presieduto da Massimiliano Palumbo – il dirigente del settore patrimonio, affiancato dalla dottoressa Luisa Sorrentino e dal comandante dei vigili urbani Salvatore Visone – ha tagliato fuori sia Gaetano Coccoli sia i suoi principali «rivali»: l’avvocato Massimo Meo – l’ex segretario cittadino del Pd, il capro espiatorio della mancata presentazione della lista dei democrat a sostegno di Giovanni Palomba – e Luigi Torrese, l’ex difensore civico del Comune con «parentele eccellenti» al tribunale di Torre Annunziata. Identica la mail inviata dall’ufficio personale dell’ente di palazzo Baronale agli esclusi: «Si comunica che la sua domanda non è stata ammessa perché non si rilevano i requisiti di cui all’articolo 2 lettera d», la scarna comunicazione ricevuta dagli aspiranti alla poltrona da centomila euro l’anno. Ugualmente tagliati fuori Pierpaolo Pesce – già avvocato capo a Nocera Inferiore – Simona Pinto e Roberta Ferrara.

Una sola «sopravvissuta»

L’unica a superare senza danni le «forche Caudine» della commissione esaminatrice è stata l’avvocato Nunzia Caccavale, ex difensore civico del Comune di Portici. La professionista super-titolata dovrà ora superare il colloquio con l’organismo guidato da Massimiliano Palumbo e poi dovrebbe passara al vaglio del primo cittadino. Insomma, la strada adesso sembrerebbe tutta in discesa. La exit strategy del sindaco Il condizionale resta, tuttavia, d’obbligo. L’imprevisto esito delle selezioni, infatti, potrebbe convincere Giovanni Palomba a cambiare radicalmente strategia. In attesa degli inevitabili accessi agli atti e possibili ricorsi avverso le esclusioni decise dalla commissione esaminatrice, il mobiliere di via monsignor Felice Romano potrebbe valutare l’ipotesi di rinunciare tout-court alla nomina del nuovo dirigente ex articolo 110. In questo caso, tuttavia, la pianta organica del Comune resterebbe con una casella vuota. Perché difficilmente l’avviso pubblico potrebbe essere riproposto con la motivazione che «la prima selezione non è andata secondo i piani decisi a tavolino dalla politica».

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