Vincenzo Lamberti

Tumori e infezioni. Così si muore nella provincia dei veleni

Vincenzo Lamberti,  

Tumori e infezioni. Così si muore nella provincia dei veleni

Veleni, inquinamento e aumento delle malattie neoplastiche.C’è un dato che preoccupa in maniera particolare gli esperti.Viene fuori dall’analisi di quasi 14 anni di studi sui tumori e su una serie di altre patologie. In quasi tre lustri, infatti, il bacino dell’Asl Napoli 3 Sud, quello che vede svilupparsi diversi centri urbani che dal Vesuvio vanno al mare, passando per il bacino del Sarno, ha visto aumentare del 7,5% la mortalità per malformazioni genetiche. Parliamo della variazione percentuale media annua che, però, ben fotografala situazione se si raffronta al dato nazionale dove si assiste a un -0,7%. Un dato che, dunque,anche se solo poco alla volta ha avviato una crescita esponenziale.

Su cui, ora, l’Asl riflette.Il dossier choc.Sono i numeri contenuti in uno studio di quasi 200 pagine che ha un nome che mette timore:l’atlante della mortalità della Regione Campania. Trend epidemiologici,malattie oncologiche e fattori di rischio che vengono analizzati in diverse aree da sempre considerate pericolose: la Terra dei fuochi, i cui comuni ricadono sotto la competenza dell’Asl Napoli 2 Nord e il fiume Sarno, il cui bacino idrografico,negli anni, ha accolto gli scarichi delle aziende, i veleni venuti dalle produzioni e che poi sono stati trasferiti in una sorta di catena mortale fino a chi si è ammalato.

“Per la quasi totalità delle cause di morte, i tassi di mortalità più alti si osservano nelle tre ASL che costituiscono la Città Metropolitana di Napoli (Napoli 1 Centro,Napoli 2 Nord, Napoli 3 Sud)e, per alcune cause, anche nella provincia di Caserta; queste aree sono caratterizzate dalla più alta urbanizzazione e densità abitativa regionale e da un insieme di esposizioni ambientali potenzialmente dannose” si legge in una parte dello studio che è contenuto in un corposo dossier che ha raccolto quasi 14 anni di studi, documenti e lavoro degli oncologi delle diverse aziende sanitarie della Campania.Il fattore di rischio.E il fattore di rischio relativo,che viene analizzato dagli esperti rappresenta uno dei temi su cui si fonda lo studio.

Un rischio che, nel momento in cui si avvicina ad uno (vedi tabelle a pagina 3) aumenta la possibilità che i fattori esterni,quale ad esempio l’inquinamento rendano più probabile lo sviluppo di una patologia sulla base di quelle descritte nelle quasi 30 categorie previste dagli esperti.Malattie del sangue, tumori del pancreas, leucemie, malformazioni,malattie polmonari sono solo alcune delle categorie prese in considerazione.

“I dati di mortalità rappresentano un prezioso supporto conoscitivo per l’analisi dello stato di salute della popolazione. Gli eccessi rispetto al dato nazionale della mortalità generale e per alcune cause specifiche rilevati nel periodo 2006-2014 in Regione Campania, pur considerando il peso esercitato da alcuni fattori strutturali ed economici regionali, suggeriscono di attivare sul territorio regionale interventi più stringenti sia in termini di prevenzione primaria (di natura individuale e ambientale) sia di gestione dell’intero percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale di alcune patologie” si legge nelle conclusioni. Segno evidente che,sia per quanto riguarda la zona della Terra dei Fuochi che per il fiume Sarno i numeri di alcuni particolari e limitate patologie sembrano preoccupare e molto i vertici sanitari.

“Il fatto che i maggiori eccessi di mortalità si rilevino nelle aree a maggiore urbanizzazione conferma il dato nazionale di una differente distribuzione delle patologie, e della relativa mortalità, nelle aree a maggiore urbanizzazione rispetto alle aree rurali. Infine,le mappe comunali di mortalità specifiche per causa, estese all’intero territorio regionale,possono permettere l’individuazione di criticità locali che potrebbero necessitare di studi epidemiologici mirati all’analisi di fattori locali di pressione ambientale” la tesi degli esperti,estensori del dossier. .E poi qualche numero: in Campania il tasso standardizzato di mortalità per tutte le cause è paria 1.233 decessi per 100.000 abitanti,più elevato rispetto al tasso osservato in Italia nello stesso periodo.

La mortalità per tutte le cause è più elevata nelle ASL della provincia di Napoli. Ma nello stesso testo vi sono anche degli aspetti che sembrano far vedere una luce oltre il tunnel: “Nel periodo 2006-2014 la Campania presenta un tasso di mortalità per tutte le cause in diminuzione dell’1,7% all’anno. Un dato generale che, però, stride coni numeri e le variazioni in percentuale dell’ultimo anno.

Per i vertici dell’Asl questo studio è un punto di partenza: “La mortalità rappresenta un indicatore finale e complessivo di esito che rimanda a una serie di altri fattori in grado di determinarla, primi fra tutti l’incidenza e prevalenza delle malattie e i livelli di prevenzione attivati sul territorio.Altro dato che stimola ulteriori riflessioni è la presentazione della stima degli anni di vita persi per singola causa di morte; tale dato offre una misura diretta e di immediata lettura degli annidi vita persi per morte prematura per le diverse cause indagate:avere contezza di tale dato non potrà che imprimere ulteriore accelerazione e potenziamento delle attività di prevenzione,oltre che di cura” le parole di Gennaro Sosto direttore generale Asl Napoli 3 Sud.