Alberto Dortucci

Dal flop-sfiducia all’alleanza-bis con Buonajuto: le verità del segretario Pd di Ercolano

Alberto Dortucci,  

Dal flop-sfiducia all’alleanza-bis con Buonajuto: le verità del segretario Pd di Ercolano

Ercolano. «In ogni caso, abbiamo centrato un obiettivo: riaprire il dialogo con il sindaco per pianificare gli ultimi tre mesi di amministrazione comunale». Si sforza di vedere il bicchiere mezzo pieno, Luigi Luciani. In una settimana il «suo» Pd è passato da un’avventata mozione di sfiducia a Ciro Buonajuto a un frettoloso dietrofront, figlio delle imposizioni dettate da Napoli dopo la sollevazione dei leader nazionali di Italia Viva. «E’ stata una mossa azzardata – ammette il segretario cittadino dei democrat – ma necessaria. Con Ciro Buonajuto, ultimamente, non c’erano né dialogo né confronto: tutte le decisioni erano prese senza passare per la maggioranza».

Parole pesanti come macigni, in particolare rispetto alla «storia» alla base dell’ascesa del baby-Renzi di Ercolano alla guida dell’ente di corso Resina. Una scalata condivisa con Luigi Luciani, fino all’inattesa rottura: «Per i primi tre anni e mezzo, i risultati sono stati soddisfacenti – la tesi per giustificare il «voltafaccia» a tre mesi dalla presentazione delle liste -. Il corto circuito si è avuto durante l’ultimo anno e mezzo, quando il primo cittadino ha deciso di accentrare su di sé l’azione di governo cittadino».

Un’insofferenza alimentata da Antonio Liberti e Antonietta Garzia – due «cavalli di ritorno» dopo la fuga del 2015 – e sfociata in una mozione di sfiducia capace di portare, in negativo, Ercolano alla ribalta della cronaca politica nazionale: «L’azione dei leader di Italia Viva non è stata proporzionata, si trattava di un’iniziativa a livello locale e doveva restare a livello locale – sostiene il segretario cittadino del Pd -. Invece, abbiamo pagato dinamiche in corso sopra le nostre teste: l’indicazione a livello nazionale prevede la ricomposizione di una larga alleanza nel centrosinistra. In quest’ottica, una rottura avrebbe rappresentato un’imprevista frenata».

Non a caso, in 48 ore, il segretario provinciale Marco Sarracino prima ha incontrato il sindaco Ciro Buonajuto e poi ha imposto il ritiro della mozione di sfiducia e le dimissioni dei tre assessori in quota Pd – Carmela Saulino, Ivana Di Stasio e Giuliana Di Fiore – presenti in giunta. Dimissioni mai presentate e capaci di alimentari ulteriori polemiche: «L’addio alla giunta era stato suggerito da Marco Sarracino – la ricostruzione di Luigi Luciani -. Ma se il Pd vuole riprendere il percorso con il sindaco non può prescindere dal contributo di due assessori capaci di raggiungere risultati straordinari sia sotto il profilo turistico sia sotto il profilo urbanistico. Non a caso, tempi permettendo, entro settembre potrebbe essere approvato il piano urbanistico comunale: sarebbe un risultato storico per Ercolano».

Insomma, passata la bufera di fine-maggio, il Pd sembra già pronto alla campagna d’autunno al fianco di Ciro Buonajuto: «Non è esattamente così – prova a frenare il segretario cittadino – Fino a due settimane fa, c’era un sindaco auto-candidato. Oggi abbiamo tracciato le basi per decidere insieme chi correrà per la fascia tricolore. Partendo da una certezza: a prescindere da chi sarà il candidato sindaco, Pd e Italia Viva saranno dalla stessa parte».

A partire già dalla prossima settimana, quando in giunta arriverà il bilancio destinato a essere approvato entro il 31 luglio in consiglio comunale: «Avvieremo la discussione politica proprio dal bilancio – conclude Luigi Luciani – poi discuteremo degli ultimi tre mesi dell’amministrazione comunale». Salvo nuovi colpi di testa.

©riproduzione riservata