Travolse e uccise il papà dell’assessore di Torre del Greco: il centauro-killer vuole lo sconto

Alberto Dortucci,  

Travolse e uccise il papà dell’assessore di Torre del Greco: il centauro-killer vuole lo sconto

Torre del Greco. Ha scelto di essere processato con la formula del rito abbreviato, in modo da strappare – in caso di condanna – lo sconto di un terzo della pena. A cinque mesi dalla tragedia costata la vita all’ex commerciante Antonio Ventimiglia – il pensionato di 82 anni centrato in pieno in via Salvator Noto, padre dell’assessore ai lavori pubblici Elvira Novella Ventimiglia – fissato il giorno del giudizio per M.S., il centauro-killer di 40 anni accusato di omicidio stradale. L’uomo, volto già noto alle forze dell’ordine del territorio, comparirà davanti al gup del tribunale di Torre Annunziata a metà settembre. Inizialmente, il pubblico ministero Emilio Prisco – titolare delle indagini – aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato per il 15 giugno, data poi «superata» dalla scelta processuale dell’imputato. La famiglia della vittima – la moglie e i due figli, rappresentati dall’avvocato Gaetano Frulio – si costituiranno parte civile nel procedimento giudiziario.

L’incidente e l’agonia

La scelta di M.S. di puntare sul rito abbreviato non è casuale. Il verdetto del gup del tribunale di Torre Annunziata, infatti, sembra – vista la documentazione agli atti del pubblico ministero – praticamente scontata: agghiacciante un filmato in cui si vede sopraggiungere la moto guidata da M.S. – successivamente risultato sotto l’effetto di sostanze stupefacenti – a folle velocità lungo l’ex isola pedonale del centro storico di Torre del Greco. La vittima aveva iniziato l’attraversamento della strada e non ebbe neanche la possibilità di fare un passo avanti o indietro. L’impatto avvenne intorno alle 12.30 del 2 gennaio: l’ex commerciante – in passato titolare del negozio per bambini «La Cicogna», conosciuto e apprezzato da tutti i colleghi – stava rientrando a casa, quando venne travolto dalla moto guidata dal pregiudicato. L’impatto fu devastante, l’anziano venne scaraventato violentemente al suolo e si trovò subito in una pozza di sangue. Il centauro venne bloccato dagli uomini in divisa guidati dal comandante Salvatore Visone, mentre alcuni passanti hanno lanciarono l’allarme al 118: durante gli interminabili minuti trascorsi tra la telefonata alla centrale operativa e l’arrivo dell’ambulanza, la strada venne chiusa al traffico per favorire i soccorsi. La prima a giungere sul posto dell’incidente fu proprio la figlia dell’anziano: la vittima – circa venti minuti dopo lo schianto – venne trasportata prima all’ospedale Sant’Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase e successivamente trasferita all’ospedale Cardarelli di Napoli. Dove il suo cuore si fermò intorno alle 16.30. Fatale – secondo il successivo referto dei camici bianchi, allegato al fascicolo in mano al pubblico ministero – la frattura al bacino e la conseguente emorragia interna. Il conducente della moto venne prima accompagnato in ospedale per gli esami tossicologici e alcolemici e poi – alla comunicazione del decesso – fermato per omicidio stradale. Secondo il racconto di alcuni testimoni dell’incidente, M.S. – attualmente sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa della conclusione del procedimento giudiziario –  procedeva a elevata velocità e con la ruota anteriore alzata: proprio a causa dell’impennata, il quarantenne non sarebbe riuscito a vedere per tempo Antonio Ventimiglia e a evitare lo scontro.