A un passo dalla Formula uno, la storia di Salvati morto in pista a 30 anni

Giuseppe Plaitano,  

A un passo dalla Formula uno, la storia di Salvati morto in pista a 30 anni

Giovanni Salvati, Giovannino o Giannino, come era conosciuto da familiari e amici, nacque a Castellamare di Stabia il 2 novembre 1941. Suo padre Narciso gestiva la stazione di servizio della Shell ed un negozio di ricambi e gomme al Corso Vittorio Emanuele.

La famiglia, quand’era ragazzo si trasferì a Milano. Il padre aprì un negozio di pneumatici in Viale Umbria, Giovanni e il fratello minore Adriano facevano da apprendisti. Giovanni iniziò da subito ad interessarsi alle corse automobilistiche, aveva una voglia matta di correre in auto e iniziò a farsi le ossa in notturna sul tracciato Junior di Monza illuminato su di una monoposto che non passava inosservata, era gialla, numero 33 con la testa di uno squalo con le fauci spalancate. Dopo una breve gavetta, coronò il suo sogno di correre in Formula 3.L’occasione si presentò nella persona di un industriale con l’hobby delle corse che gli mise a disposizione una Tecno F 3 di seconda mano.Giovanni debuttò in Formula 3 il 6 aprile 1969, in occasione del Premio Novolan tenutosi sul circuito di Monza Junior. Come nuovo arrivato stabilì la pole position alla sua prima gara a Monza, guidando sotto una pioggia battente.Il 1970 segna la sua stagione migliore, vince il campionato italiano di Formula 3 al volante di una Tecno 70- Ford, dominando la categoria con quattro vittorie, due a Monza, una a Imola e una a Linas-Montlhéry e tre secondi posti, davanti a Gian Luigi Picchi e Sandro Cinotti.Durante la stagione, inaspettatamente Salvati fu assunto dai fratelli Gianfranco e Luciano Pederzani, fondatori di Tecno Automobili per guidare un’auto Tecno Formula 2 di fabbrica nel Gran Premio Lotteria del 1970. Salvati iniziò la gara in gran forma, riuscendo a stare al passo con il leader Gerry Birrell , la Ferrari Dino privata di Ford ed Ernesto Brambilla, questo fino all’ultimo giro, quando li raggiunse entrambi sull’ultima curva , bruciandoli ed andando a vincere la gara.In Brasile per il Torneo Brasileiro de Fórmula 2 del 1971, finì quinto nella gara di apertura e non terminò il secondo evento a Interlagos.

Il 3° round si svolse il 14 novembre 1971 sul circuito di Tarumã , tracciato molto difficile per le curve veloci e i guard-rail che erano proprio a bordo pista. Ad aumentare la criticità del circuito il vento sempre presente che portava polvere e terra sull’asfalto. La corsa stava volgendo al termine era il ventitreesimo passaggio della seconda manche. Salvati poteva fare a meno di prendere parte alla seconda manche in quanto nella prima aveva subito la rottura della leva del cambio e quindi non aveva possibilità di classifica. Disse che voleva fare solo due giri per poi fermarsi, ma tutti sapevano che avrebbe portato a termine la gara. Compì un giro velocissimo portandosi in quinta posizione alle spalle di Wilson Fittipaldi. Quando stava cercando di effettuare il sorpasso per il quarto posto, nel curvone velocissimo dopo i box, perse il punto di frenata e scivolò a sinistra sopra la ghiaia che non era stata rimossa dal passaggio delle auto, andando dritto nella barriera e incuneandosi sotto l’elemento inferiore del guardrail. L’urto fu violentissimo e la March vi finì sotto quasi per intero. Il promettente talento italiano subì ferite gravissime, alle quali non sopravvisse. Aveva 30 anni.