Italia ’90, il ricordo di De Napoli della semifinale al San Paolo: «Metà stadio tifava per Maradona»

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Italia ’90, il ricordo di De Napoli della semifinale al San Paolo: «Metà stadio tifava per Maradona»

Il calcio italiano era in ascesa, aveva fatto il triplete nel 1990 con il Milan vincente in Coppa dei Campioni, la Juventus in Coppa Uefa e la Sampdoria in Coppa delle Coppe, il mondiale italiano sembrava essere disegnato su misura per veder trionfare la Nazionale di Vicini ricca di qualità. Il Napoli era reduce dal secondo scudetto e nel gruppo azzurro aveva ben tre rappresentanti: Ciro Ferrara, Fernando De Napoli e Andrea Carnevale. Abbiamo compiuto un salto a trent’anni di distanza nelle notti magiche del Mondiale del 1990 con Nando De Napoli.

Che ricordo ha del Mondiale italiano, delle notti di trent’anni fa?

“Fu un’esperienza bellissima giocare un Mondiale in casa, condividere l’evento con tutti gli italiani avendo anche una Nazionale forte, che li rendeva orgogliosi, m’emoziono ancora quando rivedo le partite in tv, mi è capitato spesso durante il lockdown. Rivedersi in campo con la maglia della Nazionale fa sempre un certo effetto, si tratta del sogno di tutti i giovani calciatori. Quel Mondiale nel complesso si rivelò un’avventura negativa perché ho ancora il rimpianto della semifinale persa contro l’Argentina”.

Ci furono tante polemiche sul pubblico del San Paolo. È vero che in tanti tifavano per l’Argentina in onore di Maradona?

“Assolutamente sì, era come un derby, metà del pubblico presente tifava per l’Argentina, sappiamo il rapporto tra la città di Napoli e Maradona, l’ho vissuto sulla mia pelle da compagno di squadra di Diego. Ci eravamo abituati molto bene a Roma in uno stadio sempre pieno di bandiere dell’Italia ma non abbiamo perso per la questione ambientale. Fu una partita storta, finita in parità, poi i rigori sono una lotteria e ci è andata male”.

Che sensazioni ha provato nell’affrontare Maradona da avversario?

“In campo l’adrenalina era così tanta che neanche ci pensavo, mi comportavo come se fosse un altro calciatore. Diego fece un miracolo ad arrivare in finale con quella squadra, era un gruppo di lotta, correvano tanto, si sacrificavano ma, oltre Maradona, solo Caniggia aveva tanta qualità”.

Ha parlato di grande rimpianto, lo possiamo definire quello che nella carriera le ha fatto più male?

Assolutamente sì, anche di portata superiore rispetto allo scudetto perso nel 1988, quando subimmo la rimonta del Milan. Ci tenevamo tanto a vincere il Mondiale in casa e avevamo anche un gruppo molto valido per puntare al successo”.

Spesso la Nazionale del ’90 è stata definita la più bella di tutti i tempi per il gioco espresso. È d’accordo?

“Avevamo Schillaci in grande forma, tanti giocatori forti: penso a Roberto Baggio, Giannini, Mancini, Gianluca Vialli. Esprimevamo un bel calcio che esaltava i tifosi italiani”.

Che ricordo ha di Vicini?

“Bellissimo, mi ha dato fiducia sin dai tempi dell’Under 21, nel 1986 mi ha lanciato in Nazionale, oltre a stimarmi come calciatore mi voleva tanto bene anche come uomo, gli devo tanto”

In quella Nazionale c’erano tre giocatori del Napoli, la rappresentanza più ampia nella storia ad un Mondiale. Si tratta potrebbe ripetere a breve?

“Assolutamente sì, il Napoli ha una grande rosa, c’è Insigne che è il numero 10 della Nazionale, un grande talento, Meret, che è un portiere di ottime prospettive, ci sono buone possibilità che in futuro anche al prossimo Mondiale il Napoli possa avere un folto gruppo di propri giocatori nella Nazionale italiana. Fu una grande soddisfazione rappresentare il Napoli con Ferrara e Carnevale, portare avanti anche in quel gruppo il nome della squadra che aveva vinto il tricolore pochi mesi prima”.

C’è un giocatore che ricorda Nando De Napoli?

“Alessandro Florenzi, mi piace il suo spirito, la voglia di non mollare mai, mi dispiace che sia andato in Spagna”.

Fra pochi giorni il calcio ripartirà dopo più di tre mesi. Che ne pensa?

“Senza pubblico è tutto molto triste, sarà difficile vedere le partite ma capisco che bisogna andare avanti per le pay-tv e gli sponsor”.