Lo storico speaker della Turris: «Quella volta che feci la cronaca dall’ospedale di Crotone»

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Lo storico speaker della Turris: «Quella volta che feci la cronaca dall’ospedale di Crotone»

Antonio Ascione, in arte Antonascio, è stata la voce narrante della storia calcistica corallina ed in generale dell’intero giornalismo a Torre del Greco. Ha raccontato pagine memorabili della Turris sempre in prima linea ed al suo consueto posto in sala stampa allo stadio Liguori. Davanti ai suoi occhi ha visto passare tanti dirigenti e calciatori che poi hanno avuto anche la fortuna di fare carriera nel corso degli anni. Oggi non va più fisicamente allo stadio, ma è come se ci fosse sempre. L’inconfondibile colonna sonora di Umliani che accompagna le squadre all’ingresso sul terreno di gioco fu una sua trovata. Quella musica è diventata la colonna sonora di tanti sportivi torresi.

Antonio, cosa è per te la Turris?

“E’ un pezzo importante della mia vita perché dal 1964 al 2012 sono stato lo speaker ufficiale allo stadio Liguori. Ho vissuto emozioni forti che porto in me e restano indescrivibili”.

Come nacque l’idea di fare lo speaker della squadra della tua città?

“Eravamo in campagna elettorale nel 1963. All’epoca giravo con un megafono sulla macchina per pubblicizzare i comizi del momento, in particolare quelli del Partito Repubblicano Italiano. La mia voce piacque molto ad Enzo Palomba, dirigente all’epoca della Turris. Quest’ultimo mi presentò alla dirigenza e fu così che iniziai la mia lunga carriera da annunciatore allo stadio”.

Ancora oggi all’Amerigo Liguori suona la ‘tua’ “Dribbling” di Umiliani…

“Sono sempre stato un grande appassionato delle sigle televisive e cinematografiche. Mi colpì molto questa sigla della Domenica Sportiva, a quei tempi era condotta dal grande Enzo Tortora. Chiamai la Rai per avere una copia, ma non ce l’avevano. Contattati allora direttamente Umiliani, il quale mi diede il nastro originale che ancora oggi ho conservato: si tratta di una bobina di oltre 100 metri. Quella colonna sonora fu un successo non solo a Torre. Molti club mi chiesero una copia nel corso degli anni. Sono stato felice di potergliela dare”.

Il presidente con cui hai più legato quale è stato?

“Michele Di Luca, ma soprattutto l’ingegnere Gaglione che ha diede alla Turris un’organizzazione societaria nuova per l’epoca. La sua politica ha portato grandi successi a Torre anche se con il tempo non è stato capito. Di lui ricordo la fermezza con cui stoppava in sala stampa chi muoveva delle critiche spesso pretestuose. Quella società fu la prima in Italia ad avere un ufficio paghe ed anche un ufficio per la gestione delle risorse umane e tanto altro. Quella struttura manageriale era un autentico fiore all’occhiello sotto tutti i punti di vista. Non a caso venivamo soprannominati la Juventus della serie C per stile ed efficienza aziendale”.

L’allenatore che più porti nel cuore?

“Senza dubbio Maurizio Bruno sia per lo spessore tecnico, ma soprattutto umano. E’ stato sicuramente tra i più importanti”.

Come calciatore invece?

“Dino Fedi per la classe ed intelligenza anche fuori dal rettangolo di gioco. Sul campo è stato uno dei più forti di sempre. Fu molto apprezzato a Torre anche in veste giornalistica quando iniziò a scrivere qualche editoriale”.

L’annuncio più bello in quasi 50 anni quale è stato?

“Non ci crederai, ma non riguarda una partita oppure un risultato. Ero come sempre al Liguori, ad un tratto mi arriva la notizia che dovevo annunciare il nome di uno spettatore di Napoli presente sugli spalti perché era stato chiamato in quel momento da Milano per avere un trapianto di cuore. Doveva recarsi di corsa all’aeroporto. Mi emozionò molto quel momento: valse più di ogni vittoria o gol”.

E quello più brutto?

“Quando perdemmo il play-out contro la Lodigiani: non avrei mai voluto annunciare quel risultato al microfono”.

Ne ha viste tante, puoi dirci quale è stata la radiocronaca più difficile da fare sotto l’aspetto logistico?

“Assolutamente Crotone. A quei tempi non c’era la tecnologia d’oggi e l’unico attacco telefonico si trovava nell’ospedale a pochi passi dallo stadio. Sono riuscito a fare la cronaca collegandomi dal nosocomio, precisamente dalla sala parto! Fu qualcosa anche di divertente. Oggi il lavoro è molto più semplice grazie alla tecnologia”.

Cosa ne pensi della Turris di oggi?

“Bisogna fare i complimenti a questa società. Colantonio mi ricorda un po’ Di Maio come presidente”.