Sorrento, il voto più importante: in gioco c’è il futuro del turismo

Salvatore Dare,  

Sorrento, il voto più importante: in gioco c’è il futuro del turismo

Sono le elezioni Comunali più importanti della storia. In cui Sorrento, una capitale del turismo mondiale che prima del Covid-19 generava un Pil di oltre 500 milioni di euro (dati Obi), dovrà scegliere il sindaco e l’amministrazione che avranno l’onore e l’onere di guidare una terra falcidiata dalla pandemia e condurla alla rifioritura. Un percorso ricco di ostacoli, dove più di prima ci sarà necessità di sfoggiare idee, capacità, trasparenza e coraggio censurando logiche di bottega che alimentano interessi affidati alle mani di pochi. Eppure le premesse, quelle offerte sinora, non appaiono le migliori visto che si riflette su ciò che sarà senza illustrare una ricetta organica, studiata, condivisa con le categorie professionali, economiche e le forze civiche e culturali della città. Si avverte l’esigenza di avere un piano con cui semplicemente si faccia capire come intervenire e dove si intende riformare Sorrento, provenendo da mesi tosti con gli strascichi del coronavirus e dell’emergenza economica che ne è seguita. Premessa: l’impressione è che nel boom di turisti pre Covid-19 e dei fatturati che ne sono generati il merito della politica sia limitato. «Basta il brand, tanto a Sorrento la gente arriva lo stesso» si diceva frettolosamente tempo fa.

Come se la città fosse una macchina col pilota automatico. E invece no, non funzionava così prima né ci si dovrà basare su questo concetto sbagliato adesso visto che urge una filiera di comando adeguata, che esprima eccellenze più disparate rinunciando al ragionamento nocivo del «è bravo chi prende i voti». No, ora chi è bravo ha pan per focaccia, deve dimostrarlo adesso in una fase critica. Perché fallire l’opera di ripartenza significherebbe pregiudicare la tenuta di un territorio dove l’87 per cento delle famiglie vive di turismo con oltre 10mila stagionali. Marcare visita e disegnare un percorso confuso potrebbe mettere in ginocchio le future generazioni. Servono competenze per risolvere problemi e non crearne altri. Certo, l’entusiasmo di rinascere c’è e sarà una spinta. Stavolta non si dovrà parlare solo di come risolvere l’ingorgo, di come evitare il traffico, ma pure della necessità di trovare una sintesi tra la dimensione “dormitorio” per tanti turisti stranieri e l’esigenza di una località che deve attrarre ragazzi e nuove fette di mercato.

Nodi attuali che potrebbero essere tirati fuori in comizi e slogan da questo o quel candidato che questi problemi vecchi, quando magari era già ai vertici della macchina comunale, in qualsiasi tipo di ruolo (sindaco, assessore o consigliere), non li ha risolti. In effetti le basi di partenza non offrono riflessioni ottimistiche. Qui dove il mare luccica, tira forte il vento della restaurazione: dal 1993 ad oggi, 27 anni, si sono alternati sulla poltrona di sindaco solo tre persone. Marco Fiorentino, Ferdinando Pinto e Giuseppe Cuomo, primo cittadino uscente della Lega pronto a candidarsi alle Regionali. Bene: sinora i candidati alla successione di Cuomo sono chiaramente tutti espressione di questi 27 anni. In corsa per la fascia tricolore c’è Mario Gargiulo, fan del governatore del Pd Vincenzo De Luca nonché ex assessore silurato da Cuomo perché tirò la volata ai candidati dem alle Politiche senza un’intesa con la maggioranza (civica). E che, dopo la pace, ora è divenuto candidato sindaco sostenitore di De Luca e del Pd indicato da un primo cittadino della Lega: un bizzarro abbinamento. Poi affiora l’avvocato Massimo Coppola, assessore con Cuomo con cui ruppe a novembre perché (parole testuali) non poteva cedere «al patto di potere del gruppo che governa Sorrento». Quindi riecco Fiorentino, l’ex sindaco, che se venisse eletto dovrà estinguere col Comune un debito di 110mila euro per la tragedia del primo maggio 2007 (il cestello di una gru si spezzò e uccise due donne, omicidio colposo). La novità è Francesco Gargiulo, leader del movimento “Conta anche tu” che intende allestire una lista agguerrita in grado di portare avanti le battaglie condotte dall’associazione già fuori dal Comune. Fatta la somma, ecco il totale: Sorrento si affiderà all’usato (sicuro) seppur in altre vesti (Mario Gargiulo e Coppola sono stati alleati ma mai candidati sindaco rispetto a Fiorentino). Con la città che, di usato, conosce pure i problemi irrisolti sia dalle precedenti amministrazioni sia dagli stessi interpreti che oggi si ripropongono all’elettorato provato dalle ferite inferte dal Covid 19.