Palma Campania, l’addio a Mojiful unisce le religioni: la città regala il funerale all’operaio

Andrea Ripa,  

Palma Campania, l’addio a Mojiful unisce le religioni: la città regala il funerale all’operaio

Palma Campania. La sua morte alcuni giorni fa aveva lasciato una cicatrice profonda nella comunità di Palma Campania. Quando a metà aprile era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Loreto Mare, a causa del Coronavirus, in città tutti avevano imparato a conoscere la sua storia. Islam Mojiful, l’operaio di 50 anni che per anni è rimasto nel silenzio, era diventato in pochi giorni l’amico di tutti.

Perché in questo angolo di provincia, sedicimila abitanti di una città cerniera tra l’area Vesuviana e l’agro nolano, un tempo al centro di battaglie e proteste contro la nutrita comunità bengalese, i dolori di uno – seppur finito al centro delle polemiche – diventano i dolori di tutti.La morte alcuni giorni fa dell’uomo, che dopo aver battuto il Coronavirus, s’è dovuto arrendere alle complicazioni in seguito a un violento attacco ischemico, aveva scosso l’intera comunità.

Anche il primo cittadino, Nello Donnarumma, aveva espresso un pensiero di vicinanza alla comunità bengalese e a Islam Mojiful, partito dall’oriente anni fa per sostenere la famiglia e rimasto lontano dai suoi cari per sempre.Il decesso e le volontà di rimpatrio espresse dagli amici dell’uomo si sono scontrate con i rigidi protocolli. Per coloro che sono stati affetti da Coronavirus, anche se sconfitto, non possono avere diritto al rimpatrio. L’ennesima beffa per un uomo che in città tutti descrivono come una persona tranquilla, che aveva speso tutta la sua vita per il lavoro.

Neanche la cremazione del corpo, per poi spedire le ceneri oltre Oceano, è stata possibile, per evidenti contrasti con la dottrina islamica, a cui Islam Mojiful era fedele.La soluzione trovata dagli amici del 50enne è stata quella di “regalargli” una sepoltura dignitosa. Gli amici, ma anche semplici cittadini, hanno raccolto fondi per pagargli la bara e il bollettino per l’inumazione.In un cimitero dove il 99% è rappresentato da cattolici, da ieri c’è anche un convinto islamico.

Ieri mattina l’ultimo saluto da parte di circa 40 amici che lo hanno seguito nell’ultimo viaggio al cimitero, tra loro anche alcuni cristiani che conoscevano Islam. Un segnale, l’ennesimo laddove ce ne fosse bisogno, di unione oltre le religioni. Un segnale di speranza di una comunità scossa dal dolore.