Poggiomarino, inferno in campagna per Alisa: sfugge allo stupro del branco

Giovanna Salvati,  

Poggiomarino, inferno in campagna per Alisa: sfugge allo stupro del branco

Poggiomarino. Le hanno tappato la bocca con le mani. C’era chi le bloccava le braccia con una cintura e chi invece le tirava i capelli minacciandola. Il suono assordante del ghigno dei suoi aguzzini che rimbomba ancora ora nella sua mente, mentre gli occhi di Alisa fissavano il cielo, pregando Dio che fosse solo un incubo. Un maledetto incubo. Poi la forza di ribellarsi. Il coraggio di una donna che non si è arresa alla violenza ed è riuscita a scampare ad uno stupro di gruppo. E’ accaduto a Poggiomarino nella notte tra sabato e domenica. Una storia di violenza ma anche di coraggio in un contesto di degrado umano vergognoso sulla quale stanno cercando di fare chiarezza gli inquirenti e la procura di Torre Annunziata. Alisa ha trent’anni. Due occhi grandi e pieni di speranza. E’ nata in Marocco, lavora come hostess negli imbarchi aeroportuali: una ragazza semplice che è riuscita a crescere e diventare donna da sola. Una valigia piena di sogni da realizzare e la determinazione di riscattarsi in una vita che le ha tolto tanto ma mai il suo sorriso. Come un girasole ha sempre cercato di voltarsi dove spuntassero i raggi del sole fino al traguardo. Raggiunto. Sabato sera aveva deciso di trascorrere una serata tranquilla nella Napoli che tanto amava e che non vedeva l’ora di tornare ad assaporare con la fine del lockdown. Una passeggiata con le amiche sul lungomare, i selfie, e le risate. Tante. Una giornata perfetta. Spensierata. Poi tappa ai baretti di San Pasquale, cuore della movida. Alisa non passa inosservata. E’ maledettamente bella nella sua semplicità. La sua dolcezza la si legge sul viso.E viene subito notata da un gruppo di ragazzi. Sono lì anche loro per una serata partenopea. Le si avvicinano. Provano a fare i carini. Alisa però non si sbilancia. Vuole stare tranquilla con le sue amiche. Ricambia il saluto d circostanza e si allontana. Ma i tre non la perdono di vista. E’ nel mirino dei tre che non la guardano come una uomo dovrebbe fare con una ragazza. I loro occhi vanno oltre, così tanto che Alisa avverte che gli sguardi diventano fastidiosi, invadenti. Troppo. Prova ad allontanarsi, ma loro non si arrendono. Inizia a sentirsi a disagio e così decide allontanarsi. Ha solo voglia di tornare a casa e di andare via da quel luogo che ora gli crea disagio, ha paura. Si incammina frettolosamente nei vicoli, qualche metro prima di raggiungere la sua auto però i tre le spuntano davanti. Due a piedi e uno in auto. Le tappano la bocca e la trascinano in auto. Alisa diventa ostaggio delle belve. Bestie che hanno deciso di violentarla. Prova ad urlare ma le sue grida rimbalzano controi vetri scuri e spessi dell’auto. Il piede sull’acceleratore e la meta è una: le campagne a confine tra Poggiomarino e Boscoreale. La corsa sfrenata sulla strada statale 268 mentre i tre decidono di chiamare anche altri amici. L’appuntamento per l’inferno è in una zona conosciuta come Boccapianola. Alisa capisce che di li a poco inizierà il suo calvario. Implora aiuto, chiede di essere liberata ma non serve a nulla. Arrivati la strascinano fuori dall’auto. Le strappano i vestiti. La bloccano. La denudano. Piange e si dimena. Ma non si arrende. Non ci sta a quelle mani luride che le scivolano sul corpo e decide di reagire. Calcia e morde, poi la corsa disperata verso la libertà. Riesce a correre ed urlare con quanto fiato ha in corpo. Le sue urla e quel corpo che corre sulla strada principale viene notato da alcuni residenti e da auto in corsa. Alisa è salva. Un uomo l’aiuta, la strige forte e la rassicura che l’inferno è finito. Arrivano anche i carabinieri. Alisa piange e racconta il suo inferno. E’ ancora sotto choc ma nelle prossime ore verrà ascoltata per cercare di capire se può aiutare gli inquirenti a ricostruire un primo identikit degli stupratori anche perché non ci sono nemmeno telecamere in quella zona. Le belve sono ancora libere ma anche quella donna coraggiosa pronta ad incastrare i suoi aguzzini.

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