Vini e champagne per i ristoranti del Vesuviano: scoperta e smantellata la cantina fuorilegge

Andrea Ripa,  

Vini e champagne per i ristoranti del Vesuviano: scoperta e smantellata la cantina fuorilegge

San Giuseppe Vesuviano. Dietro la porta di ferro di un deposito alla periferia di San Giuseppe Vesuviano, poggiate sul pavimento scuro, centinaia di bottiglie di champagne. Sull’etichetta le marche più famose, e costose. Bollicine francesi, Moet e Clicquot, su tutti, ma anche pregiati spumanti, tipo Ferrari, e altri prosecchi. Poco più in là un carico di alimenti, una tonnellata, di dubbia provenienza. Tutto destinato a finire sui banconi dei market del territorio, oltre che sulle tavole di noti ristoranti gourmet della zona. Un “tesoro” a guardare il valore di cibo e bevande stipate all’interno di quel deposito-cantine, tutto finito sotto sequestro da parte delle forze dell’ordine.

L’irruzione dei carabinieri della stazione di San Giuseppe Vesuviano, agli ordini del maresciallo Giuseppe Sannino, e dei militari dell’Arma del Nucleo antisofisticazione di Napoli, è avvenuta nel corso di una vasta operazione per il controllo della tutela degli alimenti all’interno degli esercizi commerciali del territorio. Sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine negozi e piccoli depositi dove viene conservata e stoccata la merce che poi viene messa in vendita. In uno di questi la scoperta delle casse di champagne di marca, di dubbia importazione, finite ora nel mirino della procura della Repubblica per un’inchiesta incentrata su ricettazione, contraffazione e introduzione in Italia di prodotti con segni falsi. Ma oltre alle bollicine e il cibo, destinato a rifornire i ristoranti del territorio, gli inquirenti sono riusciti a trovare altro.

Perché tra gli alimenti, le divise della stazione di largo Marciotti, sono riuscite a rinvenire anche un carico di borse fasulle: uno degli altri grandi business illeciti che si consuma tra le fabbriche nascoste di un territorio che un tempo era la culla della moda all’ombra del Vesuvio. Centosessanta borse da donna, tutte con marchi “pezzottati”, sono state sequestrate dalle forze dell’ordine. Nelle mani dei carabinieri marchi d’alta moda come Louis Vuitton e Christian Dior, ma dopo attenti controlli da parte degli esperti gli uomini in divisa sono riusciti ad accertare che quel carico era tutto materiale falsificato. Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti gli accessori sarebbero presto finite nelle boutique e nei negozi di abbigliamento della provincia.

A far scattare il sequestro dei generi alimentari la mancata documentazione circa importazione e tracciabilità di cibi e bevande. Gran parte dei prodotti erano privi di etichetta. Da qui la decisione di disporre il sequestro dell’intera struttura. L’impianto è stato chiuso a causa delle gravi carenze igienico-sanitarie rilevate dai carabinieri del nucleo antisofisticazione di Napoli. Il titolare del deposito – un cittadino di San Giuseppe Vesuviano di 50 anni – dove erano conservati gli alimenti è stato denunciato e multato. Finito sotto inchiesta con le accuse di ricettazione, contraffazione introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, oltre a una sanzione di 1500 euro.

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