Caos rifiuti a Torre del Greco, sabotaggi per l’aumento: sospesi 9 netturbini infedeli

Alberto Dortucci,  

Caos rifiuti a Torre del Greco, sabotaggi per l’aumento: sospesi 9 netturbini infedeli

Torre del Greco. Ci sarebbe la regìa di un gruppo di netturbini infedeli dietro l’ultima emergenza rifiuti all’ombra del Vesuvio: operatori ecologici pronti a «rallentare» la regolare raccolta della spazzatura per «convincere» la ditta Buttol a riconoscere a tutti i lavoratori un bonus di 300 euro in busta paga ogni mese. Un incredibile retroscena capace di convincere i vertici del colosso ambientale con sede legale a Sarno a inviare una nota ufficiale al Comune e un esposto alla procura di Torre Annunziata per segnalare le sospette interruzioni di servizio registrate a Torre del Greco. Tre capi-area – compreso Ciro Balsamo, inizialmente indagato con l’ex sindaco Ciro Borriello per lo scandalo legato al presunto giro di mazzette per il business Nu – sono stati denunciati e sospesi per avere lasciato incustoditi presso l’ex isola ecologica di via Sardegna gli autocompattatori carichi di rifiuti, mentre sei lavoratori sono stati «fermati» con la contestazione di avere rallentato i servizi di igiene urbana. Al danno, poi, si è aggiunta la beffa di un furto di gasolio estratto dai serbatoi dei mezzi lasciati presso l’ex ecopunto nell’area del mercato ortofrutticolo.

L’aumento in busta paga

Dalla fine del lockdown legato all’emergenza sanitaria si è aperto un vero e proprio braccio di ferro tra la ditta Buttol e i lavoratori del cantiere di Torre del Greco, scesi sul piede di guerra per rivendicare un extra mensile in busta paga di 300 euro. In pratica, un aumento di complessivi 40.000 euro. Un problema noto all’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba, perché in varie occasioni i delegati sindacali dei netturbini hanno incontrato il consigliere comunale Carmela Pomposo – riferimento dell’assessore all’ambiente Raffaele Arvonio e legata a doppio filo all’ex politico Salvatore Antifono, dipendente della ditta Buttol a San Giorgio a Cremano in aspettativa dopo il mancato accoglimento della richiesta di trasferimento a Torre del Greco – a cui sono stati rappresentati i «problemi» del cantiere. E all’indomani dell’incontro sarebbe circolato tra i lavoratori un audio WhatsApp in cui un sindacalista avrebbe sentenziato: «Le cose non stanno bene. Non per noi, ma per l’azienda». Parole non propriamente «concilianti» e capaci di gettare ulteriori dubbi sulle reali cause dell’ultima crisi rifiuti. «La ditta Buttol non ci sta a cedere a tali ricatti», la ferma risposta dei vertici del colosso ambientale.

L’esposto in procura

Di qui, la decisione di inviare una nota in Comune e un esposto alla procura di Torre Annunziata in cui si sottolinea come «urge specificare in questa fase che la società sta valutando con attenzione tutti gli aspetti di tenuta del sistema di raccolta così come realizzato dal capitolato tecnico, attese le ripetute criticità territoriali che allontanano continuamente l’azienda dagli obiettivi raccolta prefissati con la committenza, senza escludere le procedure di risoluzione unilaterale del contratto per inadempimenti nella fase del controllo di specifica competenza della stazione appaltante».

Oggi il consiglio comunale

La sospensione dei netturbini infedeli arriva al termine di una settimana infuocata e alla vigilia dell’atteso consiglio comunale monotematico per discutere in aula la relazione della commissione speciale d’inchiesta sulla crisi rifiuti. Un’emergenza su cui, adesso, aleggia l’ombra del sabotaggio.

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